La coop sociale L’Ovile riduce il fatturato del 10% ma resta sempre in utile
REGGIO EMILIA. Si è attestato a 13,77 milioni il fatturato 2020 della cooperativa sociale L’Ovile, che si è confermata, per dimensioni, la più rilevante realtà di settore di Confcooperative, con 329 soci di cui 187 soci-lavoratori. «Rispetto all’esercizio precedente – sottolinea il presidente Valerio Maramotti – abbiamo registrato una flessione del 10%, legata in prevalenza agli effetti del Covid sulle attività di assemblaggio svolte per l’industria manifatturiera, sui servizi educativi rivolti alle scuole e su segmenti di lavoro (tra questi l’edicola dell’arcispedale S. Maria Nuova) che sono proseguiti in quanto attività essenziali, ma con una forte riduzione dei ricavi». L’esercizio 2020 de L’Ovile si è chiuso comunque in utile per 227.000 euro e un ristorno ai soci per 150.000 euro, per due terzi destinati a capitale sociale.
In calo anche i ricavi legati all’accoglienza delle persone immigrate, diverse delle quali hanno concluso il loro programma, «raggiungendo – spiega Maramotti – quei livelli di maggiore autonomia che stanno proprio negli obiettivi dei percorsi che gestiamo. In questo contesto – prosegue Maramotti – siamo molto soddisfatti dei risultati conseguiti, a partire dal mantenimento dei livelli occupazionali, con 360 lavoratori complessivamente, cifra raggiunta per la prima volta nel 2019 e, soprattutto, dal lavoro assicurato a 173 persone fragili e svantaggiate (di cui 145 certificate), realizzando così uno dei primi nostri obiettivi, legato proprio all’inserimento di persone che scontano le maggiori difficoltà sul lavoro. Sempre in riferimento al lavoro – osserva Maramotti – abbiamo compiuto uno sforzo straordinario per evitare che gli effetti della pandemia si ripercuotessero negativamente sui lavoratori anche in termini di interruzione di relazioni personali e sociali, fondamentale per tutti e a maggior ragione per i lavoratori fragili. Il ricorso agli ammortizzatori sociali, infatti, è stato modestissimo, tanto che le ore di Cassa integrazione hanno rappresentato meno dell’1% sul totale delle ore lavorabili».
Il settore trainante le attività de L’Ovile si è confermato quello dei servizi ambientali, manutenzione del verde e attività agricole, sul quale ha gravitato il 31,94% dei lavoratori della cooperativa sociale, con un incremento di quasi due punti percentuali rispetto al 2019. A seguire, il comparto delle pulizie (anch’esso in leggera crescita), che ha impegnato il 23,06% dei lavoratori, e poi via via le attività e i servizi su salute mentale, carcere, accoglienza femminile, mediazione e richiedenti asilo (15,28% dei lavoratori impegnati) e le lavorazioni industriali (14,44%).
Nel bilancio sociale de L’Ovile si evidenzia, tra l’altro, che le attività di assistenza e inserimento lavorativo sviluppate dalla cooperativa sociale hanno generato un risparmio di 353.000 euro a beneficio dell’amministrazione pubblica (il 75% per lo Stato e il 25% per gli enti locali).
Molto rilevante, poi, il lavoro realizzato a sostegno di persone con patologie psichiatriche (98 persone coinvolte dai servizi di sostegno all’abitare e 232 in progetti di inclusione) e in relazione al grande settore della giustizia, con 40 persone accolte in 7 strutture destinate all’accompagnamento, 24 ore su 24, di persone in carico ai servizi di salute mentale, 41 (e tra queste 7 minori) accolte in 13 strutture per al servizio di persone sottoposte a misure penali alternative alla detenzione e, ancora, 200 persone che hanno avuto accesso allo sportello mediazione del Comune e sono state coinvolte in interventi di giustizia riparativa. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
