«Tutelare i piccoli centri dai lavori per la tangenziale»
L’appello di Mattonesumattone e Alternativa che hanno incontrato Vecchi «Previsto il passaggio di 21 camion al giorno: serve una strada di cantiere»
SANT’ILARIO. Si è tenuto nei giorni scorsi l’incontro tra l’associazione Mattonesumattone e il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, l’assessore Carlotta Bonvicini e il dirigente Paolo Gandolfi. Al centro dell’incontro la variante alla via Emilia, con la proposta avanza assieme alla lista Alternativa Civica per Sant’Ilario e Calerno per la realizzazione di una pista di cantiere e sulla necessità di mettere in sicurezza il tracciato storico.
L’incontro – per comitati e amministratori di opposizione santilariesi – si è svolto in modo articolato e costruttivo, con l’amministrazione che ha dimostrato la volontà di intervenire per migliorare la vivibilità delle frazioni di Cella,Cadè e Gaida comunicando che è stato chiesto un finanziamento di circa 2,4 milioni di euro per i primi interventi di moderazione del traffico. «La proposta di realizzare una pista di cantiere coincidente con la variante alla via Emilia della quale nei giorni scorsi avevamo inviato ai sindaci di Reggio, di Sant’Ilario e al presidente della Provincia, è stata presa in considerazione e sarà valutata nei prossimi mesi» spiegano i due gruppi.
Secondo i quali la pista servirebbe per il trasporto degli inerti necessari al prolungamento della tangenziale nord di Reggio e la tutela dei centri posti sulla via Emilia. «Questi territori marginali rispetto alla città – continuano – non solo non vedranno risolti i problemi di sicurezza, ambientali e sociali creati dalla via Emilia, ma rischiano di essere ulteriormente penalizzati durante la realizzazione dell’opera. Un cantiere di così vasta portata e durata, infatti, potrebbe creare nuovi problemi ai centri di Cella, Cadè, Gaida e Calerno». Il riferimento è in primo luogo alla movimentazione dei materiali inerti necessari alla realizzazione dell’opera.
Esaminando i dati progettuali, emerge che il fabbisogno di inerti forniti esternamente è pari a circa 1.100.000 di metri cubi. La maggior parte dei materiali proviene dalle cave poste ad ovest di Reggio: Cava Calerno (Sant’Ilario), Cava Castellana Nord e Sud (Sant’Ilario e Gattatico), Cava Spalletti (Montecchio). Il problema fondamentale è il trasporto dei materiali. Nel progetto si parla di 21 camion all’ora per l’approvvigionamento di materiali. «La viabilità prevista nel progetto per la movimentazione di inerti provenienti dalle cave poste a ovest è quella ordinaria, cioè la via Emilia storica – precisano – La grafica delle carte progettuali individua la via Emilia come pista di cantiere. Le valutazioni progettuali indicano come “molto limitato” l’incremento del traffico indotto dal trasporto di inerti per il cantiere. Un camion da 400 quintali ogni tre minuti sulla via Emilia è invece un grosso problema, anche perché sono già quasi sette milioni gli automezzi che ogni anno transitano nei centri posti sulla via Emilia tra Reggio e Sant’Ilario». «Noi riteniamo che occorra ridurre sia il traffico attuale che individuare un percorso alternativo per i camion che andranno al cantiere – sostengono ancora – La salvaguardia dei nostri centri dalle attività di cantiere può essere coniugata con l’avvio delle varianti alla via Emilia storica da Cella a Sant’Ilario. Per i camion delle cave diretti al cantiere occorre individuare una specifica pista di cantiere, che può coincidere con il tracciato previsto per le varianti alla via Emilia. Un tracciato previsto a nord della ferrovia e ad essa parallelo, per evitare il consumo di territorio agricolo».
Per quanto riguarda il finanziamento della nuova pista di cantiere, la mitigazione dell’impatto ambientale del cantiere non può che ricadere in primo luogo sul titolare dell’opera, l’Anas. In sede di gara, l’associazione di imprese che si è aggiudicata i lavori ha offerto un ribasso d’asta del 13,752%, per un importo di circa 18 milioni di euro. «È un’economia che può in parte essere destinata alla realizzazione della nuova pista di cantiere. Le aziende proprietarie delle cave che forniranno il cantiere devono farsi carico in parte della mitigazione dei problemi derivanti dal passaggio dei loro camion. I Comuni di Reggio e di Sant’Ilario non possono trascurare la tutela dei centri interessati dal passaggio. La Provincia ha un ruolo fondamentale per la realizzazione delle varianti alla via Emilia storica e si è già assunta importanti impegni in questa direzione» sostengono. —
Daniela Aliu
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