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Il centrodestra sul caos movida «L’amministrazione non dialoga»

Il centrodestra sul caos movida «L’amministrazione non dialoga»

Sotto accusa le recenti ordinanze per cercare di contenere i disagi: «Ma niente è stato anticipato in consiglio comunale»

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ALBINEA. «Nessun dialogo tra cittadini e amministrazione comunale». Lo sostengono Davide Ganapini, Giovanni Marmiroli e Marica Sarati del gruppo consigliare Centrodestra di Gattatico. Al centro del dibattito la movida albinetana del giovedì sera, che secondo l’opposizione si si sposta qui almeno una volta alla settimana per giovani dai 15 ai 25 anni. «Merito dell’attrattiva di locali che evidentemente offrono qualitativamente proposte interessanti – fanno notare – Ma troppo spesso il giovedì sera sfocia in urla e schiamazzi fino a tarda notte, automobili che partono a forte velocità mettendo a rischio l’incolumità dei pedoni e un abuso di alcool, spesso portato addirittura da casa».

«Nell’ultimo anno abbiamo contestato le ordinanze emesse del sindaco, abbiamo chiesto più volte quale sarebbe stato il “piano d’azione” per l’estate 2021, senza mai ricevere risposte rassicuranti – attaccano – Abbiamo segnalato la necessità di garantire un presidio, a costo di utilizzare volontari, ma siamo stati accusati di volere introdurre le ronde di padana memoria poi vengono introdotti gli street tutor, cioè persone che monitorano e vigilano». «Poi ci sono i cittadini, che dopo un anno, grazie alla richiesta del consigliere Grasselli di Sinistra Unita Albinea (diamo a Cesare quel che è di Cesare) hanno avuto la possibilità di intervenire in consiglio comunale aperto al pubblico e manifestare il loro disagio, ma portando all’amministrazione una serie di proposte per migliorare la situazione. Telecamere nelle zone più movimentate, pedonalizzazione del centro, dossi, maggiori controlli, organizzazione di iniziative parallele – elencano – per l’amministrazione non erano soluzioni efficaci. Ora due nuove ordinanze emanate dal sindaco: il divieto di stazionare dalle 00.30 alle 6 nel centro, dalle 21 alle 3 il divieto di vendere, consumare o detenere bevande alcoliche e non, dalle 24 il divieto di somministrazione e vendita alimenti e infine chiusura dei locali alle 00.30. Niente era stato anticipato nella seduta del Consiglio. Temiamo che il 65%, consenso ottenuto dagli amministratori alle ultime elezioni, abbia fatto perdere quella sana umiltà che il ruolo di amministratore richiede». —

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