«Cai e rifugio Battisti all’oscuro del bus-navetta per Lama Lite»
È la reazione del Club alpino, che puntualizza di non aver sollecitato la novità «In 51 anni chi ha raggiunto il Crinale con mezzi sostenibili non si è lamentato»
VENTASSO. «La navetta che porta a Lama Lite? Non è stata discussa né con il Cai, né con il rifugio Battisti, né è stata chiesta o sollecitata da noi». Con questa secca presa di posizione del Club Alpino reggiano si rianimano le discussioni sul Crinale appenninico, sempre frizzanti in questa estate 2021 in cui la montagna diventa meta affollata. E ospita iniziative che, rispetto al solito, portano flussi di persone molto più elevate, apredo riflessioni sulle modalità di accesso e fruizione delle zone naturalistiche della montagna reggiana.
Sabato ha preso il via la prima corsa del bus navetta che per tutta l’estate collegherà quotidianamente la Presa Alta, sopra Ligonchio, direttamente a Lama Lite, la località nel centro dell’area forse più amata, quella fra il monte Cusna, il monte Prado e il lago della Bargetana, in cui si trovano i rifugi Battisti, Bargetana, San Leonardo al Dolo e Segheria e decine di luoghi di notevole bellezza. Alla Presa Alta si può arrivare in auto, da lì si potrà prenotare la navetta e raggiungere Lama Lite, da cui partire per i vari sentieri. Una soluzione pensata per favorire l’accesso di chi, magari meno allenato, faticherebbe ad affrontare tutto il tracciato, e anche per ridurre il traffico di mezzi fino alla zona della Bargetana e del Battisti, oggi consentito ai titolari di vari tipi di permessi.
Il progetto è curato dalle associazioni che gestiscono gli Usi Civici di Ligonchio ed Ospitaletto, in collaborazione con il Parco nazionale, il Comune di Ventasso e il Consorzio volontario forestale Alta Val Secchia, ed è un primo passo verso un ampliamento che, dal 2022, potrebbe allungare la tratta sino al centro di Ligonchio. Un’idea in cui il Cai non è stato coinvolto.
«La sezione Cai di Reggio Emilia, proprietaria del rifugio Cesare Battisti, fa presente che la scelta di istituire un bus navetta fino a Lama Lite non è stata discussa con il Cai e con il Rifugio. È stata comunicata a cose già decise. Né il Cai, né il Rifugio hanno chiesto o sollecitato la navetta a Lama Lite», sottolineano il Club Alpino con parole che evidenziano uno scarso apprezzamento per la navetta.
«Da 51 anni il rifugio Battisti ospita e accoglie escursionisti a piedi e in bicicletta, alpinisti, scialpinisti, ciaspolatori, escursionisti a cavallo, provenienti dai tanti sentieri che arrivano al rifugio: tutti sono saliti senza l’utilizzo di mezzi motorizzati, e questo, riteniamo, è il bello e il fascino del rifugio: un punto di accoglienza e alloggio destinato da sempre a quello che oggi viene chiamato turismo sostenibile», si ribadisce. «Da 51 anni tutti coloro che sono saliti al rifugio sono sembrati soddisfatti di poter arrivare con questa modalità in un luogo all’interno del Parco nazionale così bello e immerso in un ambiente incontaminato come il Battisti. Di questo il Cai è orgoglioso. Nessuno ha mai manifestato l’esigenza di modificare questa situazione».
La navetta è un tentativo per ampliare il potenziale bacino per la zona, e quindi le opportunità turistiche per un Crinale reggiano alle prese con una progressiva riduzione dei servizi e delle realtà produttive, oltre che con lo spopolamento. E va a toccare un tasto delicato: quello dei permessi per accedere ad aree a tutela ambientale, su cui da tempo vi sono tensioni, e non solo a Ligonchio, fra autorizzazioni sanitarie, agricole, residenziali e altre formule.
Sul fronte di chi vorrebbe invece un Crinale il meno possibile toccato dai motori e preservato nel suo contesto praticamente non antropizzato vi sono tanti appassionati della zona, ma anche associazioni ambientaliste e non. Se a Ligonchio si parla della navetta, sull’altro versante del Cusna, quello che discende a Febbio, i toni si sono accesi per il concerto di Max Gazzè in programma martedì 27, considerato da Wwf e Lipu a fortissimo impatto per l’ecosistema. E da tempo anche in Regione vi sono dibattiti tesi per la proposta lanciata dal Cai, che vorrebbe inibire a moto da cross, enduro e quad i sentieri appenninici, giudicata da alcune forze politiche come una penalizzazione forte per diverse attività economiche. —
Adriano Arati
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