Nuove restrizioni, è corsa al vaccino Marchesi: abbiamo dosi sufficienti
Il direttore generale dell’Ausl: «È l’effetto green pass. Ma i nuovi contagiati non ci dicono i contatti per non rovinargli le ferie»
Enrico Lorenzo Tidona
REGGIO EMILIA. Prosegue la corsa ai vaccini anche a Reggio Emilia dopo l’annuncio dell’attivazione del certificato vaccinale. Il rischio di non partecipare più alla vita sociale sembra ora una leva anche più forte dell’ormai consolidato rischio di ammalarsi. «L’effetto green pass si sente eccome - conferma ancora una volta la dottoressa Cristina Marchesi, direttore generale dell’Ausl di Reggio Emilia - Noi abbiamo sempre lavorato bene sul fronte delle vaccinazioni ma in questi giorni anche nel Reggiano l’annuncio del presidente del consiglio Draghi sta sortendo un effetto chiaro. Avevamo messo a disposizione 8.500 nuovi posti e siamo già arrivati a 6.600 prenotazioni. In pratica abbiamo ancora 2mila posti nei prossimi giorni e poi in agosto ne arriveranno altri. Ma tutto dipenderà anche dalle consegne dei vaccini». Già: oltre ai chi non vuole vaccinarsi resta sempre l’incognita delle scorte, che non è certo secondaria. «Diciamo che per agosto siamo a posto con circa 40mila dosi previste e al netto di tutte le seconde dosi. Poi certo restano sempre delle variabili in campo. Può arrivare un scatola in più o in meno, che per Pfizer ad esempio vale 1.200 iniezioni. Per un periodo abbiamo avuto il timore di dover spostare le prime dosi luglio, poi devo dire che siamo riusciti a estrarne una in più da ciascuna fiala. Inoltre ci è arrivato più vaccino Moderna del previsto e siamo riusciti quindi a non variare i calendari».
L’Ausl ha voluto andare in cerca di candidati direttamente nei paesi, come fatto anche ieri a Bibbiano, tra i banchi del mercato. «L’effetto del green pass si è visto anche lì, dove andiamo a offrire il vaccino agli over 60. Oggi (ieri, ndr) a Bibbiano abbiamo fatto 54 vaccini, ben di più rispetto a quanto fatto di norma in questi giorni. Poi ci sono stati altri casi di paesi virtuosi, come Rubiera e Guastalla, altri molto meno. Possiamo dire che in questi giorni si annusa nell’aria una maggiore voglia di proteggersi». Senza green pass ci si preclude infatti la possibilità di mangiare dentro un ristorante o utilizzare i mezzi del trasporto pubblico. Vaccinarsi serve anche per evitare la risalita della pressione sui nostri ospedali, che per ora resta molto bassa nonostante l’aumento dei contagi, con Reggio Emilia che si contende il triste primato in Regione con Rimini. «Qui tanti contagiati sono legati a focolai famigliari di ritorno dalle ferie in Riviera - dice Marchesi - Non bisogna ridurre l’attenzione anche se in ospedale siamo tranquilli. Abbiamo un numero basso di ricoverati. La pressione è invece molto più alta sull’attività di tracciamento. I casi stanno salendo e così i contatti. Oggi un contagiato è stato magari in treno, al mare a Riccione, con gli amici o in hotel. Una belle differenza rispetto a quanto tracciavamo a marzo. C’è poi una certa reticenza a comunicare i contatti avuti da parte dei contagiati, perché non vogliono far saltare magari le ferie ad amici in partenza. Ma è proprio qui che serve un forte senso di responsabilità». —
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