«Ancora in attesa della convocazione dell’osservatorio sulla legalità»
Per il segretario dalla Cgil l’illegalità finanziaria è nota ma stupisce l’inerzia nell’analisi tramite la consulta creata in Comune
REGGIO EMILIA. «Siamo preoccupati ma non stupiti. A stupirci è l’inerzia collettiva, con la consulta della legalità quasi ferma». Così il segretario generale Cgil Reggio Emilia Cristian Sesena commentando il primato negativo della nostra città. «I dati diffusi dalla Banca d’Italia nei giorni scorsi tratteggiano un quadro locale di forte preoccupazione. La provincia di Reggio Emilia si conferma un territorio permeabile a potenziali fenomeni dì illegalità. La crisi economica generata dalla pandemia ha costituito un humus fertile per infiltrazioni malavitose che sfruttano lo stato di difficoltà delle imprese per condizionarne l’attività economica e piegarla ai propri interessi. Come sindacato sappiamo che dietro queste realtà ci sono spesso lavoratori privi di tutele, sfruttati e ricattati. Le imprese infiltrate stanno sul mercato in condizioni diverse e più vantaggiose, rischiando di danneggiare le aziende serie e rispettose di leggi e contratti».
Reggio Emilia, ha ricordato Sesena, è la città dove si è celebrato il primo grado del maxiprocesso Aemilia e a ottobre entrerà in una fase decisiva il processo Grimilde. «Quello che stupisce è che su questi dati allarmanti possa registrarsi una inerzia collettiva, a partire dalle istituzioni per arrivare ai singoli cittadini, determinando un’operazione di rimozione che assolutamente non ci possiamo permettere. Nei prossimi anni arriveranno anche sul nostro territorio ingenti risorse dal Pnrr: la soglia di attenzione va alzata ora per allora».
Sulle possibili soluzioni il segretario generale è perentorio. «Abbiamo a più riprese sollecitato al Comune la convocazione della consulta/osservatorio sulla legalità, strumento costituito all’indomani del processo Aemilia che purtroppo ha visto progressivamente, negli anni, la sua attività scemare. In quella sede, alla presenza di tutti gli attori istituzionali ed economici, si possono analizzare i dati e affrontare, con scelte politiche adeguate, il problema. Crediamo infine che anche la Prefettura possa giocare un ruolo di primo piano a partire da settori tradizionalmente esposti come edilizia e agricoltura, portando a termine l’implementazione di strumenti che stiamo discutendo assieme, a partire dall’introduzione del cruscotto e del badge di cantiere negli appalti». —
Am.P.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google