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l’iniziativa 

Il camper che va “a caccia” dei reticenti Sono 348 i reggiani vaccinati nei mercati

Leonardo Grilli

Procede a pieno ritmo la campagna itinerante dell’Ausl, Coriani: «Con il Green pass le adesioni sono più che raddoppiate»

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Leonardo Grilli

reggio emilia. Dall’8 luglio un autista, un impiegato amministrativo, un medico e un infermiere stanno girando la provincia di Reggio Emilia, dalla Bassa all’Appennino, con un arduo ma fondamentale compito: convincere indecisi e reticenti over 60 della necessità di sottoposti al vaccino anti Covid. Una campagna itinerante pensata per raggiungere le comunità più piccole e i luoghi più isolati. E che, dopo una partenza non proprio sprint, sta ora prendendo piede.

Anche grazie all’effetto “Green pass”, che ha fatto raddoppiare in pochi giorni le adesioni. A raccontare dinamiche, finalità e futuro di questa iniziativa è la direttrice delle professioni sanitarie dell’Ausl di Reggio Emilia, Sandra Coriani. «In totale abbiamo programmato 30 partecipazioni del camper all’interno dei mercati provinciali praticamente in tutti i distretti – spiega –. Con la tappa di questa mattina (ieri, ndr) a Cavola siamo arrivati a undici Comuni visitati».

Con risultati sorprendenti: «Da quando si è iniziato a parlare della certificazione verde obbligatoria i numeri delle adesioni sono più che raddoppiati. A Cavola abbiamo vaccinato 50 persone, a Correggio il 14 luglio appena 26. I cittadini si avvicinano a noi chiedendo esplicitamente di aver bisogno del Green pass per cui, da questo punto di vista, ben venga l’iniziativa del Governo».

Complessivamente, dopo la tappa nella frazione toanese, sono 348 gli over 60 reggiani che hanno ricevuto l’immunità grazie al monodose Johnson & Johnson: 148 nei sette mercati visitati fino a lunedì scorso (nove alla prima uscita di Villa Minozzo) e 200 nelle cinque tappe svolte da martedì a ieri. «Si tratta di persone – prosegue la dottoressa – che sono convinta non avremmo raggiunto senza questa iniziativa. Senza considerare che gli operatori svolgono anche altre attività utili alla cittadinanza, come programmare vaccinazioni a domicilio per persone i difficoltà, dare informazioni utili o effettuare prenotazioni per altre fasce d’età».

Il funzionamento dei “viaggi” itineranti è ormai rodato. Viene utilizzato lo stesso camper che l’Ausl sfrutta durante le emergenze come postazione base mobile, un veicolo dotato di tutte le tecnologie più avanzate e in grado di stampare seduta stante il Green pass. Poi, a seconda del mercato e dell’affluenza che si prevede ci sia, «decidiamo quanto personale inviare. Di base c’è sempre un autista, un amministrativo, un medico e un infermiere. Questo è lo schema mimino ma per esempio a Cavola, visto che avevamo avuto il sentore di un’adesione più elevata, abbiamo mandato il doppio del personale sanitario».

Durante queste settimane però ci sono state delle eccezioni. A Scandiano, ad esempio, l’Ausl ha deciso di non utilizzare il camper: dato che il centro vaccinale del paese affaccia sulla piazza del mercato, la struttura è rimasta aperta solamente per gli over 60 e senza necessità di prenotazione. Mentre ieri sera, a Rubiera, si è sperimentata un’iniziativa leggermente diversa: «Andremo in piazza durante uno spettacolo dedicato ai giovani – prosegue la Coriani – e offriremo una dose di Pfizer senza prenotazione al target di età 18-59 anni. Vista la particolarità dell’iniziativa, e la tensione che si respira ultimamente, abbiamo chiesto che l’area fosse presidiata non solo dalla Protezione civile, che ci accompagna quasi sempre, ma anche dalla polizia locale».

Nessun timore, invece, per quanto riguarda l’insorgere di eventuali – e comunque rarissimi – gravi effetti collaterali: «Non abbiamo con noi l’ambulanza ma viene allertata e sa sempre dove ci troviamo in caso dovesse presentarsi un evento avverso significativo. In ogni caso il medico e l’infermiere a bordo del camper sono addestrati per fronteggiare le emergenze e hanno con loro gli zaini in dotazione alle auto mediche e infermieristiche».

Visto l’incremento di adesioni degli ultimi giorni, ora la speranza è quella di ampliare il servizio: «Lo faremo se potremo – premette la dottoressa – e se riusciremo a gestirlo, nel senso che uno dei timori maggiori è quello di essere noi stessi causa di un sovraffollamento. Poi, a fine agosto, vedremo cosa accadrà e come sarà la situazione pandemica».

In ogni caso, conclude la dirigente, «la vaccinazione è fondamentale, non c’è bisogno che lo dica. Viene urlato costantemente, ovunque e in ogni luogo. Per adesso nella nostra provincia stiamo ricoverando solo persone non vaccinate, aderire alla campagna è l’unica modalità che abbiamo per salvare la vita a noi stessi e a quelli che ci sono vicini. Noi, purtroppo, a volte non siamo in grado di salvare tutti». —

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