La Febbio 2000 invasa da asinelli «Così non si va da nessuna parte»
La reazione a dir poco infastidita del sindaco Elio Ivo Sassi «Lì gli animali non possono stare. Il Tar ci ha dato ragione»
VILLA MINOZZO. Decine di asinelli a girare fra le panchine, le baracche, l’area di arrivo della seggiovia. È uno scenario molto particolare quello che sabato ha accolto gli operatori degli impianti di risalita di Febbio sulla sommità del monte Cusna, dove la seggiovia 2000 termina la propria risalita a poca distanza dal punto più alto della vetta. Particolare, ma non molto adatto alle attività turistiche, né al funzionamento della seggiovia, considerando l’ingombro fisico rappresentato dagli animali e l’inevitabile produzione di escrementi. Il tutto a pochi giorni dall’attesissimo concerto di Max Gazzé, in programma domani, proprio a fianco del rifugio 2000. Gli asini, così come alcuni greggi di pecore, sono di proprietà di un allevatore che ha sottoscritto un contratto di utilizzo dei pascoli dell’area del Cusna gestiti dagli Usi Civici di Febbio. Il Comune si è opposto sostenendo che l’area, per la sua vocazione turistica, non poteva essere utilizzata allo scopo. Il contenzioso è finito davanti al Tar di Parma.
«Noi abbiamo emesso un provvedimento che impediva di utilizzare l’area del Cusna per il pascolo; l’allevatore ha impugnato la decisione davanti al Tar di Parma, chiedendo la sospensione del veto, ma il Tar ha confermato le nostre ragioni, rigettando la richiesta di sospensione. Gli animali lì non dovrebbero proprio esserci, non c’è il permesso», spiega il sindaco Elio Ivo Sassi.
Il riferimento è all’ordinanza del Tar pubblicata il 24 giugno scorso. La tensione fra gli Usi Civici e l’amministrazione è ancora alta, gli Usi Civici rivendicano la possibilità di affittare gli alpeggi. La questione pascoli si unisce a quella della gestione degli stessi impianti, al centro di parecchie polemiche nel 2020 sino a una conciliazione che ha permesso all’attuale società, La Contessa, di continuare a operare anche nel 2021.
È stato proprio Sassi a far girare, sul proprio profilo Facebook, le foto degli asinelli in giro per gli impianti. «Questa è la situazione all’arrivo della seggiovia, gli animali non hanno colpa. Però non credo che questo sia compatibile», spiega. La questione è rimandata alla fine dell’estate, annuncia. «Come amministrazione comunale, faremo un incontro pubblico per capire con tutti se Febbio vuole continuare a essere una meta turistica; in tal caso il Comune ci sarà. Diversamente per continuare a ricevere un atteggiamento ostile e vessatorio da chi si ritiene il “latore” del destino di Febbio la meta è già raggiunta. Con avvocati o raccomandante quotidiane non andiamo da nessuna parte».
Già attivati polizia locale e carabinieri forestali. —
Adriano Arati
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