La festa a Casa Cervi diventa nazionale imitata in mezza Italia e messa in rete
“Solo” 800 persone a tavola ai Campirossi di Gattatico per le restrizioni sanitarie. Altre nove feste in provincia di Reggio
GATTATICO. Una lunghissima giornata con amici in presenza e a distanza. Ha visto il consueto pienone, almeno parametrato al periodo, la pastasciutta antifascista di Casa Cervi ai Campirossi di Gattatico, il cuore della rete di attività che in mezza Italia ricordano la festa improvvisata dalla famiglia Cervi il 25 luglio del 1943 dopo la notizia della caduta di Mussolini sancita dal gran consiglio fascista.
Quello che un tempo era un evento reggiano, emiliano al massimo, è col tempo cresciuto sino a trasformarsi in un appuntamento diffuso molto seguito, con tante manifestazioni sparpagliate un po’ ovunque.
Sparpagliate e, allo stesso tempo, insieme collegate, con il patrocinio del Cervi, con le tovagliette stampabili realizzate ogni anno e la possibilità di interagire con dirette, video e le immancabili foto sui canali social.
OTTOCENTO PERSONE
A Casa Cervi, ovviamente, si è celebrato anche dal vivo, con circa ottocento persone ritrovatesi nei vasti spazi all’aperto attorno ai vecchi edifici agricoli del casolare, diventati oggi sede del memoriale, degli uffici dell’istituto e di biblioteche.
In passato si parlava di migliaia di persone; nel 2021, come già l’anno scorso, le restrizioni sanitarie del periodo hanno costretto ad una riduzione parziale, scendendo a “soli” ottocento posti, tutti prenotati in una manciata di giorni per arrivare al consueto tutto esaurito.
Ai Campirossi la festa è partita attorno alle 17 con i primi interventi, gli approfondimenti, alcune proiezioni video, le premiazioni della ventesima annata del “Festival teatrale di Resistenza di Casa Cervi” e le anticipazioni sul nuovo allestimento museale, in fase di revisione proprio in questi mesi.
GLI INTERVENTI
Qualche squarcio di futuro è stato offerto sia ai partecipanti, sia a chi ha assistito alla diretta social. Hanno poi preso la parola la presidente dell’istituto Cervi Albertina Soliani, il presidente nazionale dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo e il direttore dell’Espresso Marco Damilano, oltre agli operatori dell’istituto e ai rappresentanti del mondo politico e culturale reggiano e non solo, presenti come sempre alla cena a base di pastasciutta, servita dai volontari e disponibile anche in versione vegetariana.
MUSICA E RETE
I vari momenti di pausa sono stati coperti dalla selezione musicale del dj Frank Bee, che sotto sera ha lasciato spazio anche al concerto di una formazione locale legatissima al Cervi, Mè, Pèk and Barba. Proprio nell’ottica della rete, non sono mancati saluti e collegamenti, almeno via social, con altre pastasciutte antifasciste organizzate in contemporanea.
L’anniversario nel 2021 è caduto di domenica e tante realtà ne hanno approfittato per raddoppiare, presentando proposte anche al sabato sera o la domenica a pranzo. Nella nostra provincia, era possibile scegliere anche fra Albinea, Scandiano, Reggiolo, Pontenovo di San Polo, Montecchio, San Martino in Rio, Correggio, Bagnolo e al centro Foscato in città. —
Adriano Arati
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