La lotta di Liberazione e il ruolo di pioniere della riconciliazione
CORREGGIO. In occasione del 78° anniversario della pastasciutta antifascista voluta dalla famiglia Cervi il 25 luglio 1943, ieri a Correggio è stato ricordato Germano Nicolini, comandante della 77ª brigata Sap “Fratelli Manfredi2, nella quale combatté con il nome di “Diavolo”.
Nicolini, scomparso il 24 ottobre 2020, è sempre stato illuminato dagli ideali della Resistenza. Medaglia d’argento al valor militare per «le brillanti doti di organizzatore e di comandante, sprezzante di ogni pericolo», e «considerato uno dei migliori combattenti della Resistenza reggiana», a 27 anni fu eletto sindaco di Correggio, candidato dal Pci e sostenuto anche da tre consiglieri democristiani. Considerato un pioniere della riconciliazione, dopo la Liberazione, nominato comandante della piazza di Correggio, evitò tentativi di giustizia sommaria su 7 prigioneri fascisti della Rsi, fu condannato ingiustamente a 22 anni, nel 1947, come mandante dell’omicidio di don Umberto Pessina, ucciso nel giugno ’46. Ne scontò 10 grazie all’indulto per gli ex appartenenti a formazioni partigiane. Con la revisione del processo fu scagionato definitivamente «per non aver commesso il fatto» nel 1994. —
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