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CAMPEGINE, L’EPISODIO STORICO 

Le famiglie in piazza per festeggiare la caduta di Mussolini

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CAMPEGINE. La storia della pastasciutta dei Cervi rimanda all’estate 1943, ad un’Italia in crisi militare all’estero e in enorme difficoltà politica interna.

Il 25 luglio 1943 il gran consiglio del fascismo vota a favore della deposizione di Mussolini dal suo ruolo, il re nomina capo del governo il generale Badoglio. Gli antifascisti, che per decenni hanno vissuto nascosti e vessati, scendono in piazza per festeggiare.

A Campegine la famiglia Cervi, informata da amici mentre è nei campi a lavorare come in ogni altro giorno, e altre famiglie contadine da sempre nemiche del fascismo decidono di celebrare il momento tanto atteso con una festa; una festa con del cibo, come da tradizione. Non c’è molto a disposizione, in quegli anni poverissimi, ma in campagna una soluzione gastronomica la si trova sempre. Si raccoglie la farina, le donne di Caprara, Campegine e dei vari borghi impastano quintali di maccheroni che poi vengono fatti cuocere nelle caldaie della latteria sociale di Caprara.

La pasta viene poi condita usando i prodotti caseari presenti nelle case allevatori di mucche: burro e Parmigiano Reggiano, grattugiato a mano. I maccheroni vengono messi nei grandi bidoni metallici usati per il latte, poi caricati sui carretti trainati dai cavalli e portati in piazza a Campegine per la baldoria. —

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