Soldi sempre più sporchi Le operazioni sospette sono aumentate del 53%
Reggio Emilia scala la “triste” classifica nella relazione sul primo semestre L’incremento è però generalizzato in tutta la regione durante il lockdown
Ambra Prati
REGGIO EMILIA. Più 40,8% delle operazioni sospette. Si è passati da 3.501 a 4.902 operazioni a rischio riciclaggio nel primo semestre 2021. Dati che fanno balzare l’Emilia-Romagna nella top quattro delle regioni a più alto rischio di riciclaggio dopo Lombardia, Lazio e Campania. Con 27 casi di sospetto riciclaggio ogni giorno precediamo la Calabria. E all’interno del primato regionale, non proprio lusinghiero, Reggio Emilia scala il secondo posto (eravamo al terzo) con 723 casi, seconda solo a Bologna con 1.105 casi segnalati, segue Modena con 647 casi. Nella mappa dell’Unità informazione finanziaria (Uif) operativa in Banca d’Italia, la nostra provincia si colora di rosso a indicare il proliferare di imprese, professionisti e prestanome coinvolti in traffici finanziari illeciti.
Riaccende quindi i fari sull’Emilia-Romagna il report Uif. La nostra regione è la quarta regione italiana per numero di operazioni sospette segnalate, dietro a Lombardia, Lazio e Campania. Il report Uif riporta anche le segnalazioni sospette per provincia: sono 1.105 a Bologna (+34,1%), 307 a Ferrara (+32,9%), 423 a Forlì-Cesena (+53,8%), 647 a Modena (+24,9%), 502 a Parma (+36,8%), 232 a Piacenza (+28,2%), 437 a Ravenna (+64,3%), 723 a Reggio Emilia (+53,5%), 526 a Rimini (+51,1%).
Guardando ai numeri del primo semestre 2021 Bankitalia ha ricevuto 70.157 segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio a livello nazionale, con un incremento del 32,5% rispetto al primo semestre dell’anno precedente, sebbene come evidenzia il report l’impennata sia stata “in parte condizionata dal primo lockdown”, che l’anno scorso ha fatto crollare la media delle transazioni. Gli importi delle operazioni segnalate hanno sfiorato i 40 miliardi di euro contro circa i 49 miliardi del primo semestre 2020. A segnalare sono stati, oltre a banche e Poste, Imel e Ip (istituti di moneta elettronica e Ip del computer), a dimostrazione del boom dei trasferimenti elettronici. Nell’ambito della moneta smaterializzata gli “alert” inoltrati dai money transfert sono raddoppiati rispetto al primo semestre 2020 e il numero di operazioni sospette si è triplicato (da 85.928 a 258.257); tra le nazioni destinatarie Senegal, Romania, Marocco e Albania rappresentano il 39,5% del totale. Un fenomeno, quello del riciclaggio, che non può che destare allarme a Reggio Emilia, da tempo capitale della frode fiscale e delle fatture false come ha dimostrato l’operazione Billions della Squadra Mobile e della Fiamme Gialle: 51 misure cautelari personali per reati di riciclaggio, bancarotta e frode fiscale.
L’Uif riceve l’insieme delle operazioni sospette e, dopo una prima analisi, le riversa per approfondimenti alla Dia (Direzione distrettuale antimafia), se si sospetta la mano della criminalità organizzata, oppure all’Nspv, il Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Finanza con sede a Roma. Controlli che derivano da una lunga tradizione al contrasto della criminalità. —
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