Come regalo di compleanno un castello così grande che deve essere spostato
È l’omaggio del compagno a Erika: glielo ha fatto trovare a Bergonzano ma è stato necessario rimuoverlo, servirebbe un permesso
la curiosità
Di questi tempi, se una giornata afosa d’estate un passeggero per Quattro Castella alzasse lo sguardo ai quattro pendii eponimici, probabilmente si chiederebbe come mai quel nome invece di “Cinque Castella”. Succedeva a metà giugno, quando spuntava una nuova rocca dirimpettaia allo storico Castello di Bianello e svettante dalla piana belvedere di Bergonzano, all’interno di una zona privata. Meno antico, certo, ma non per questo il castello incuriosisce meno visitatori, soprattutto tra i più piccini. È questo il regalo con cui David ha voluto celebrare il compleanno della compagna Erika Roma: un castello in quattro torrioni di sei metri per otto di lato, ad opera del maestro Fabio Azzali, realizzato con fogli di polistirolo colorati riciclando acrilici fieristici e sorretti da impalcature in ferro. «Ero in piscina con mio figlio – racconta Erika, maestra della scuola dell’infanzia con la passione per l’handmade – quando mi è stata consegnata una scatola contenente un messaggio che mi invitava a recarmi in quel punto preciso, nonché uno dei miei preferiti della zona, perché ci sarebbe stata una magia». Saliti nella zona belvedere a Bergonzano, la festeggiata non ha potuto che rimanere a bocca aperta per il paesaggio medievale che le si è presentato: oltre al castello, diversi giochi per bambini, dagli scacchi, al tris, fino al tiro con gli anelli e ad altalene e capanne in legno. Il tutto allestito con balloni di fieno e gazebo in linea con l’abientazione rusticana.
Un locus amoenus a tutti gli effetti per chi, come Erika, dal mondo medievale è sempre stata corteggiata, militando in varie contrade, e per chi, sempre come Erika, ama i lavori artigiani. Un’ambientazione tutto d’un tratto fiabesca che – come testimonia la festeggiata – «l’ha fatta sentire una vera e propria regina».
Ma l’idea, come accennato, è arrivata direttamente dal compagno di Erika che ha voluto sorprenderla. E quale modo migliore se non rivolgersi ad un artista, «imbianchino ma amico di Platone» come si definisce egli stesso, ossia Fabio Azzali di Campora, Comune di Neviano degli Arduini. «Siami amici da tempo David ed io – dice Azzali – Un giorno mi ha chiamato e mi ha detto di voler fare una cosa impossibile, una follia: un castello. Gli ho risposto: grande quanto?». Abituato per esperienza al settore fieristico ed alle grandi realizzazioni – suoi per esempio gli interni più volte ristrutturati del laser-game a Cella o il soffitto caleidoscopico con mosaici a specchio dell’Adrenaline – ha in questo caso investito non tanto sulla ricerca museale quanto sulla lineare semplicità. Dopo essersi fatto procurare un blocco da cinque metri cubi di polistirolo, Azzali ha proceduto sezionando il cubo in vari fogli, tagliati scaldando la resistenza di un phon. Un lavoro che comunque ha richiesto cinque giorni interi più uno di montaggio. Questa la breve genealogia del “castello errante”, come è stato chiamato.
Il castello stesso, trovandosi in una zona di pregio e non godendo dei permessi necessari, su sollecitazione dell’amministrazione è stato rimosso dalla sua posizione originaria. I giochi sono stati smontati, perché come raccontano i proprietari il perimetro è spesso soggetto ad azioni vandaliche. Al momento, il futuro del castello è ancora tutto da definire. —
Matteo Castagnoli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
