Gazzetta di Reggio

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Tromba d’aria e grandine in pochi minuti devastano la Bassa

Alessandro Cagossi
Tromba d’aria e grandine in pochi minuti devastano la Bassa

Le violente folate abbattono alberi e scoperchiano tetti «Chicchi grossi come uova, sembra un bombardamento»

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Alessandro Cagossi

guastalla. Grossi chicchi di grandine che hanno danneggiato coltivazioni agricole e centinaia di automobili, fortissime folate di vento che hanno sradicato alberi, divelto tetti e capannoni, abbattuto cavi elettrici e causato un infortunio sul lavoro, e poi un violento nubifragio che ha allagato case. Strade chiuse al traffico, oltre cinquanta le richieste di intervento giunte ai vigili del fuoco, interi quartieri di gente in strada fino a sera per rimuovere rami e tronchi strappati dalla vegetazione e scagliati al suolo dalla tromba d’aria che ha imperversato ieri pomeriggio dalle 15.30 alle 16 in una striscia di Bassa compresa tra Brescello e Reggiolo, attraversando Boretto, Gualtieri, Guastalla e la frazione luzzarese di Villarotta.

Un passaggio breve, quello della tromba d’aria, ma di una violenza rara che ha lasciato segni di devastazione generalizzata ovunque lungo la sua traiettoria, con un bilancio molto pesante sul fronte dei danni soprattutto a Guastalla e nelle sue frazioni, ma si contano danni anche nei territori lambiti dalla tromba d’aria, come Fabbrico e Campagnola, dove un albero è caduto nel piazzale delle corriere.

Un pomeriggio di paura, quello vissuto da tanti reggiani della Bassa. «La grandine era grossa come delle uova, dal rumore dei chicchi sul tetto sembrava di essere sotto bombardamento» dice una signora che abita in via Bonazza a San Giorgio di Guastalla. «Mi ero barricato – racconta un residente della frazione di San Giacomo – dentro casa, si sentiva il rumore pauroso della grandine e del vento, era diventato tutto scuro, avevo capito che stava succedendo qualcosa di grave, e infatti quando è tutto finito, sono uscito e mi sono trovato con una devastazione attorno a casa mai vista prima. Il tavolino e le sedie del mio giardino sono finiti in strada, i giochi per bimbi di un mio vicino sono letteralmente volati via». Molte anche le case danneggiate con cornicioni distrutti e tegole spazzate via dal vento che sono cadute pericolosamente al suolo.

Nelle campagne, il forte vento ha scoperchiato vecchie stalle e la grandine ha inferto ingenti danni ai raccolti stagionali, colpendo pesantemente vigneti, serre, mais, barbabietole, pomodori, e prati stabili. Molti gli alberi abbattuti dal forte vento, sia in aperta campagna sia in zone abitative.

La caduta più grave è avvenuta in via Ville nella frazione guastallese di San Martino. Un platano alto 40 metri si è sradicato, finendo contro un’abitazione dove era attivo un cantiere, senza causare feriti, ma rendendo necessaria la chiusura della strada per permettere ai vigili del fuoco di rimuovere il pesante albero. «Sono anni – sostiene polemicamente un residente – che poniamo all’attenzione dell’amministrazione il problema di questi platani enormi che pendono pericolosamente a ridosso delle abitazioni. Con una raccolta di firme, avevamo chiesto una potatura per alleggerirli, ma da almeno otto anni sono lasciati a se stessi». Nelle vicinanze, un’auto è stata letteralmente inghiottita da un abete che gli è caduto addosso, anche in questo caso per fortuna senza conseguenze per nessuno. In alcuni casi, come in via Sacco e Vanzetti, nei pressi del polo scolastico e delle piscine, lo sradicamento di decine di alberi ha reso necessaria l’interruzione della viabilità per permettere ai vigili del fuoco, coadiuvati da escavatori, la rimozione dell’ingente quantità di legname caduto sull’asfalto.

La polizia locale ha deviato il traffico verso percorsi alternativi per raggiungere il vicino ospedale. Anche alcuni tratti di un’arteria molto trafficata come la provinciale 2 che collega Tagliata di Guastalla a Reggiolo erano invasi dal fogliame caduto. Danni importanti anche al Lido, al Peace in Po, dove tanti alberi sono stati abbattuti. A Pieve danneggiate anche attività commerciali, dopo che la grandine ha rotto il tetto. Nel parcheggio della Smeg a San Girolamo di Guastalla erano decine le automobili dei dipendenti danneggiate dai chicchi di grandine. Non solo erano grossi, ma sono caduti anche a forte velocità, rendendo l’impatto con le auto spesso letale per parabrezza, lunotti e carrozzeria.

Più in generale, ieri non era raro incrociare, nel traffico successivo alla tromba d’aria, automobili con parabrezza frantumato o altri vetri completamente distrutti, spesso aggiustati in modo posticcio con teli di plastica e nastro adesivo. —

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