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Unimore, non solo l’ex seminario «Affitteremo il cinema Cristallo»

C.O.
Unimore, non solo l’ex seminario «Affitteremo il cinema Cristallo»

Presentati a Modena i tre progetti clou di edilizia universitaria che potenzieranno i Dipartimenti Contini: «È come se Reggio stesse facendo il salto per diventare davvero una città universitaria»

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reggio emilia. La città degli studenti universitari: tante aule, servizi, laboratori, spazi comuni, residenze, cultura ed economia che girano.

È questa l’ambizione di Unimore che sul potenziamento dei dipartimenti reggiani, e non solo, ci ha scommesso in primo luogo con la ristrutturazione e l’apertura, a settembre, del terzo polo nell’ex sede del seminario vescovile, che garantirà nuovi spazi al dipartimento di Educazione e scienze umane, fino a oggi ospitato in via Allegri in palazzo Dossetti. Una collocazione ormai diventata inadeguata per il numero di studenti.

edilizia universitaria

Si tratta di uno dei tre grandi progetti di edilizia universitaria, presentati ieri a Modena, fulcro del piano strategico dell’Ateneo nei sei anni di rettorato di Carlo Adolfo Porro: a Reggio Emilia l’ampliamento nell’ex Seminario vescovile, a Modena verrà aperto il cantiere nell’ex Foro Boario sede del Dipartimento di Economia Marco Biagi e verrà realizzato un nuovo padiglione nel campus di Ingegneria Enzo Ferrari. E per dirla con le parole del Magnifico Rettore: «Il potenziamento infrastrutturale di una sede universitaria e il miglioramento del percorso formativo degli studenti e delle studentesse hanno un impatto assai rilevante anche sul contesto esterno all’Università e sulle stesse città in cui l’Ateneo ha le sue sedi: l’incremento dell’attrattività di una sede universitaria ha infatti ampie ricadute sul contesto sociale, culturale ed economico di un territorio. Unimore e il nostro territorio lavorano con determinazione nella direzione di uno sviluppo di qualità ed ecologicamente sostenibile».

il salto di reggio

E l’apertura del terzo polo reggiano ne è la prova, anche secondo Annamaria Contini, futura direttrice del dipartimento di Educazione e scienze umane, oggi vice direttrice, braccio destro del direttore Alberto Melloni. «È come se Reggio – spiega – stesse facendo il salto per diventare davvero una città universitaria. Uno sviluppo che ha fortemente cercato con grande impegno e poderosi investimenti pubblici e privati».

Il nuovo polo universitaria reggiano, situato nell’ala nord, su via Timavo, dell’immenso edificio, e nato da un protocollo d’intesa del 2018, firmato dalla Diocesi dal Comune e dall’Università, grazie al quale è stato ceduto l’uso di una parte del fabbricato a Unimore con un costo annuo di 270mila euro di diritti di usufrutto, sarà in grado, quando sarà a regime, con le sue 15 nuove aule, i laboratori, gli uffici, i servizi, di ospitare una popolazione universitaria di circa 3mila unità, tanti sono gli iscritti oggi al dipartimento.

«Abbiamo assistito in questi anni – prosegue Contini – a una crescita impetuosa del mio dipartimento e di quello di Comunicazione e quindi quando si è presentata l’occasione per potere ampliare l’Ateneo l’abbiamo colta». Il trasloco degli uffici del personale docente e di quello amministrativo nella nuova sede è terminato da pochi giorni. Non è invece completato il trasloco della parte didattica a causa di alcuni rallentamenti nei lavori provocati dal Covid. A settembre saranno pronte 5 delle 15 nuove aule previste nell’ex Seminario.

a lezione al cinema

«E questo comporterà – spiega la direttrice di Educazione e scienze umane – la necessità di mantenere un aula nel vecchio dipartimento in palazzo Dossetti ma sarà anche necessario affittare per alcuni mesi, da settembre a dicembre, la sala del cinema Cristallo».

Un’operazione ancora in corso che non prevede interventi sulla sala, realizzata dai frati Cappuccini nel 1964. Una soluzione temporanea fino a quando tutte le nuove aule per 1.360 posti complessivi, saranno terminate. In futuro, ma sarà questione di qualche anno anche per riuscire a reperire i fondi necessari, in un’ala dell’immenso edificio di via Timavo, nascerà anche una residenza universitaria in grado di ospitare un centinaio di ragazzi: un altro passo avanti per centrare l’obiettivo di una città modulata sulle esigenze dell’Ateneo.

Un traguardo che secondo Contini si potrà raggiungere facilmente «se gli studenti torneranno a frequentare le lezioni in aula, disertate durante questo lungo periodo di didattica a distanza». La docente lancia un appello: «I nostri iscritti si troveranno in ambienti nuovi, belli e salubri, nei quali non ci saranno problemi di spazi e di distanziamento, quindi il mio invito è quello di tornare in presenza, perché l’apprendimento è certamente migliore ma soprattutto perché è necessario ripristinare le relazioni, tra studenti e con i docenti. Mi auguro che i ragazzi comprendano quando sia importante, soprattutto in questa fase, tornare a partecipare». —

C.O.

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