“Albinea Insieme Casa Cervi” fiore all’occhiello della comunità
È stato rinnovato il Cda ed approvato il bilancio della residenza per anziani e del centro diurno gestiti da Comune e parrocchia fin dalla fondazione nel 2014
ALBINEA. In questi giorni è stato rinnovato il consiglio di amministrazione ed è stato approvato il bilancio della cooperativa sociale “Albinea Insieme Casa Luigi Cervi” e della spa “Albinea Casa Insieme”, proprietaria della struttura che comprende il Centro residenza anziani con 34 posti letto e 12 alloggi assistiti, e il Centro diurno.
Per capire il significato e l’importanza che questa struttura ha per Albinea, basta ricordare che è una delle poche in Italia che ha come soci alla pari, proprietari e gestori, Comune e parrocchia.
La storia di Casa Cervi inizia da un benefattore albinetano, Luigi Cervi, che dona alla parrocchia un terreno chiedendo che venga utilizzato per i bambini o per gli anziani.
Il parroco di allora, don Giuseppe Bassissi, va quindi dal sindaco e, insieme, i due si confrontano su come sfruttare al meglio questa opportunità. Decidono che il regalo più bello che possono fare agli albinetani è costruire una struttura per anziani in modo che quando avranno bisogno di aiuto potranno trovarlo nel loro Comune, senza doversi allontanare dai propri cari.
La parrocchia allora dona il terreno ricevuto e il Comune si assume l’onere della costruzione dell’immobile. Nasce così, nel 2014, la struttura che ora, a distanza di sette anni, è diventata l’orgoglio di tutti gli abitanti di Albinea (e non solo, visto che gli ospiti vengono anche da altri Comuni), ed è gestita con grande impegno dai consigli di amministrazione che si sono avvicendati negli anni (tutti volontari) e da un personale che, sotto la guida della direttrice Elena Cipelli, si è speso sempre, anche in occasione della pandemia, per salvaguardare la salute degli ospiti, riuscendoci con ottimi risultati. Vigili e sempre partecipi anche il sindaco Nico Giberti e don Luigi Lodesani.
Albinea non è territorialmente vicina a Brescello, e il sindaco e il parroco di certo non sono Peppone e don Camillo; qui si può dire che la collaborazione è stretta: quando si tratta del bene del paese, sono tutti sulla stessa lunghezza d’onda, come dimostrano le innumerevoli sedute del cda, dove le decisioni spesso sono state prese all’unanimità.
Questa è una bella storia di incontri e di partecipazione che rende orgogliosi gli abitanti del paese. Come è stato detto nell’ultima riunione di bilancio, rilanciando le parole da sempre espresse da don Bassissi: «Se il sogno è solo tuo, rimane tale; se è comune, diventa realtà». E questa frase di Antoine De Saint-Exupery è diventata il simbolo dell’unità di questo territorio. —
Caterina Chiossi
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