Gazzetta di Reggio

Reggio

val d’enza 

Le varianti al Cai 672 e il sentiero 640 per scoprire i gioielli di tutta la Val d’Enza

Da.Al.

Negli ultimi anni sono stati tracciati percorsi sul territorio Zanoni: «Semplici, alla portata di tutti. Presto una guida»

3 MINUTI DI LETTURA





VAL D'ENZA. In questi ultimi anni nella medio-bassa Val d’Enza sono stati tracciati diversi sentieri Cai. Tutti prendono vita da quello che risale per diverse decine di chilometri la valle da Brescello a Cerezzola, il sentiero Cai 672, attualmente sottoposto a una complessa e organica ristrutturazione.

Le sue varianti sono il 672A-B-C-D e il 640A. Enzo Zanoni della sottosezione Cai Val d’Enza - Geb spiega l’importanza delle varianti. «Il 672A si stacca dal 672 nei pressi del Parco Enza a Montecchio, passa sotto la rocca estense, attraversa il centro del paese e da via Ungaretti passa nel Bibbianese, dove prosegue su via Magellano, attraversa i prati stabili bibbianesi e nei pressi dell’abitato di San Filippo si immette nel sentiero 640A – spiega –. Quest’ultimo prende le mosse da Villa Aiola località Paverazzi e presto verrà collegato all’abitato di Montecchio passando nei pressi del Museo etnografico della cultura contadina, nonché del casello storico del XVIII secolo. Il sentiero 640A dai Paverazzi supera Barco tramite via Favorita e arriva a San Filippo dove, come detto, si collega con il 672A. Attraversa l’abitato di Bibbiano su via Carso, poi via Venturi e prosegue fino a Piazzola dove attraversa il rio di Montefalcone, sale all’omonimo ex monastero, lo aggira e si immette nel 640 che proviene da San Polo. Dopo meno di un chilometro arriva a Monticelli di Quattro Castella, punto di partenza di quello che attualmente è uno dei più importanti e affascinanti cammini che attraversano l’Appennino tosco-emiliano, il Sentiero dei Ducati (SD), che risale tutta la valle dell’Enza e permette di scavalcare l’Appennino al Passo del Lagastrello, scendere in Lunigiana e arrivare al Mar Tirreno, a Sarzana e Luni».

Anche il sentiero 672B ha una storia simile che inizia ai Laghi della Ninfa nella località di Barcaccia di San Polo e arriva a Bibbiano, dove nei pressi della parrocchia si immette nel 640A. Invece il 672C e D sono nuovi di zecca, sono stati ideati nei mesi scorsi e tracciati proprio in questi giorni. Il 672C si stacca dal 672 nella località “La Castagna” a Gattatico, passa nei pressi della Riserva dei Fontanili e dei notevoli ritrovamenti nello scavo archeologico del fortilizio medievale del Castellazzo, all’interno del podere di corte Rainusso, un complesso del 1600, purtroppo in avanzato stato di degrado. «Per inciso, pare che prima della villa vi fosse il monastero delle Fontanelle, prova ne è parte della cappella della villa che gli esperti datano nel XIII secolo – continua –. Il nostro percorso passando nelle immediate vicinanze del sito archeologico del Castellazzo, arriva a Taneto da dove prosegue fiancheggiando lo storico Canale della Spelta (fatto costruire dai Farnese nella prima metà del ‘600) e poco prima di giungere a Praticello, devia verso est e termina al museo Casa Cervi dove hanno vissuto i sette fratelli, fucilati dai fascisti il 28 dicembre del ’43 al poligono di tiro di Reggio Emilia. Con la variante 672D (che nasce dal 672 a Fiesso Gattatico nelle vicinanze di Villa Carmi) si trova un elegante costruzione merlata del XVII secocolo contornata da un alto muro in cotto e fiancheggiata su un lato da un maestoso viale di platani. Si imbocca la vicina e lunga carraia che ci porta a Praticello; attraversato il centro dell’accogliente borgo ci si reimmerge nella campagna e anche questo percorso termina a Casa Cervi».

«Sono percorsi semplici, alla portata di tutti, ma ognuno nasconde delle piccole meraviglie. Col tempo verrà creata una sorta di guida naturalistico-storica-artistica che accompagnerà i viandanti», conclude Zanoni. —

Da.Al.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google