Gazzetta di Reggio

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L’ANNIVERSARIO 

Luzzara commemora il brigadiere Iscaro ucciso in una rapina

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LUZZARA. È arrivato il giorno della commemorazione di Pasquale Iscaro. Oggi, mercoledì 28 luglio, la comunità luzzarese ricorda infatti il 23° anniversario della scomparsa del brigadiere capo tragicamente assassinato a Luzzara nel corso di una rapina in banca. Iscaro morì a seguito di un conflitto a fuoco durante una rapina alla filiale della Bam, oggi Mps, di via Marconi 12, avvenuta il 28 luglio 1998 (nella foto).

La commemorazione prevede la deposizione della corona e onori in via Soragna alle 9.15 e la celebrazione della messa nella parrocchia di San Giorgio alle 9.30. Al termine, un breve saluto della sindaca Elisabetta Sottili. Saranno presenti , oltre agli amministratori locali, il parroco don Piergiorgio Torreggiani; il cappellano dell’Arma don Giuseppe Grigolon; il figlio del brigadiere capo assassinato, Angelo Iscaro; il comandante della stazione dei carabinieri di Luzzara, Gianluigi Caria; l’Associazione nazionale carabinieri con il presidente Armando Pau; il questore Giuseppe Ferrari; il prefetto di Reggio Emilia, Iolanda Rolli; il colonnello Edoardo Moro, comandante della Guardia di Finanza; il colonnello Cristiano Desideri, comandante provinciale dei carabinieri; il generale di Brigata Davide Angrisani, comandante della Legione Carabinieri Emilia Romagna; il comandante della Compagnia carabinieri di Guastalla, tenente colonnello Luigi Regni, e il luogotenente Angelo Mazzolani.

Pasquale Iscaro era nato a Pietrastornina, in provincia di Avellino, il 24 settembre del 1945. Brigadiere dell’Arma dei carabinieri, è stato insignito di medaglia d’oro al valor militare con la seguente motivazione: «Nel corso di servizio perlustrativo unitamente ad altro militare, non esitava a fronteggiare, con ferma determinazione ed insigne coraggio, due malviventi sorpresi a rapinare un istituto di credito. Costretto a deporre la pistola d’ordinanza dai rapinatori che minacciavano di uccidere due inermi cittadini, con responsabile freddezza attendeva la liberazione degli ostaggi e, recuperata l’arma, si poneva all’inseguimento dei malviventi nel tentativo di procedere alla loro cattura. Fatto oggetto ad azione di fuoco, replicava, benché ferito, all’attacco dei criminali, colpendone mortalmente uno, prima di accasciarsi al suolo. Fulgido esempio di elette virtù militari ed altissimo senso del dovere, spinti fino all’estremo sacrificio». —

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