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Tetti e vetri mitragliati dalla grandine Un altro nubifragio riaccende la paura

Alessandro Cagossi

Ancora un temporale nella Bassa, dove si fa la conta dei danni. Molti negozi chiusi per allagamenti. «Sembrava uno tsunami»

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GUASTALLA. Ieri è stato il giorno della conta dei danni, molto ingenti ad abitazioni private, strutture commerciali ed edifici pubblici, dopo l’inferno della tromba d’aria che ha imperversato lunedì dalle 15.30 alle 16 in una striscia di Bassa tra Brescello e Reggiolo, lasciando segni di devastazione ovunque lungo la traiettoria, con un bilancio molto pesante anche a Guastalla e nelle sue frazioni. E ieri pomeriggio un nuovo forte temporale ha colpito Gualtieri, Guastalla e Villarotta, con grandinata a Luzzara. Ma nulla in confronto a quanto avvenuto il giorno prima, che la Cia non ha esitato a definire «uno tsunami». Un passaggio breve, quello della tromba d’aria, ma di una violenza rara con raffiche di vento che hanno sradicato centinaia di piante: un nubifragio che ha causato allagamenti, con grossi chicchi di grandine che hanno letteralmente “mitragliato”, tetti e automobili. Le violente raffiche di grossi chicchi di grandine hanno frantumato le onduline in laterizio che ricoprivano il tetto di un centro direzionale in via Ruffilli 5 – di fianco alla provinciale che collega il centro guastallese alla frazione di San Giacomo – causando infiltrazioni d’acqua che hanno danneggiato le controsoffittature e la merce dei negozi, allagando anche i locali, rendendoli pressoché inagibili. Pesanti i danni per vari negozi ospitati nella struttura, che ieri sono rimasti chiusi per il ripristino, tra cui una rivendita di ortofrutta, un negozio di abbigliamento per moto, un magazzino di idraulica, un market cinese, una ditta di autotrasporti, e una officina. Situazione simile anche nel centro commerciale in via Sacco e Vanzetti che ospita il supermercato Coop. In questo caso la grandine ha colpito con violenza tale che ha perforato la guaina catramata del tetto, causando danni alle controsoffittature e l’allagamento di alcuni esercizi commerciali che ieri erano chiusi. Anche all’hotel Old River, sull’argine maestro del Po in fondo alla centrale via Gonzaga, pesanti coperture bituminose sono state sollevate dal forte vento.

Più in generale, in tanti ieri stavano compiendo le operazioni di ripristino dei tetti danneggiati con l’ausilio di furgoni dotati di gru e cestello. Danni a esercizi commerciali si sono verificati anche in centro e a Pieve. Se da una parte ieri mattina era stata ripristinata pressoché tutta la viabilità, erano ancora molte le persone in strada per rimuovere foglie e rami strappati dalla vegetazione e scagliati al suolo dalla tromba d’aria. Visibili anche alberi sradicati e adagiati al bordo della strada dai vigili del fuoco per permettere il ripristino della circolazione stradale.

In zona Lido Po due pali della luce sono stati abbattuti e nella zona c’è stata l’interruzione dell’energia elettrica. Alcuni alberi sono caduti nei pressi del Peace in Po, lungo la banchina del grande fiume. Al Baccanello, la scuola comunale dell’infanzia Arcobaleno – ieri rimasta chiusa – ha subito infiltrazioni d’acqua dal tetto, allagandosi parzialmente, e riportando danni al giardino con lo sradicamento di alcuni alberi. Tanti i cristalli di vetro frantumato sull’asfalto o nei parcheggi, a seguito della rottura di finestre dei piani superiori di alcuni palazzi o dei lunotti delle auto, esplosi a seguito della violenza della grandine. La polizia locale e i vigili del fuoco, sul territorio da oltre ventiquattro ore, hanno compiuto oltre cento interventi. In particolare, i vigili del fuoco hanno messo in campo 7 squadre, quattro autopompe e tre mezzi fuoristrada. —

Alessandro Cagossi

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