Ci sono anche due reggiani fra le vittime dell’attentato
Nell’attentato del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna morirono 85 persone. L’esplosione provocò anche oltre 200 feriti. Fra le vittime anche due reggiani: Eleonora Geraci, all’epoca 46enne, e il figlio Vittorio Vaccaro, all’epoca appena 23enne e da poco sposato con l’allora 21enne Adele Incerti, con la quale viveva a Casalgrande insieme alla loro figlioletta Linda, di soli quattro anni.
Madre e figlio, residenti ad Arceto di Scandiano e Dinazzano di Casalgrande, si trovavano a Bologna per caricare una parente arrivata dalla Sicilia. Vaccaro aveva portato la madre in auto e i due erano in attesa del convoglio, a pochissimi metri dall’epicentro. L’esplosione li uccise sul colpo. Per tenere viva la memoria, da una decina di anni i Comuni di Scandiano e Casalgrande ricordano Vittorio Vaccaro ed Eleonora Geraci anche attraverso borse di studio per studenti, organizzate proprio in collaborazione con le famiglie delle vittime. E ogni anno anche i gonfaloni dei Comuni reggiani partecipano alle celebrazioni in ricordo delle vittime. Fra le novità delle celebrazioni di quest’anno, c’è inoltre la posa di 85 “sampietrini della memoria” per ricordare le vittime della strage lungo il percorso da piazza Nettuno alla stazione ferroviaria. L’iniziativa è stata organizzata da Cantiere Bologna, 6000 sardine e Cucine popolari, in collaborazione con il Comune di Bologna e l’associazione familiari delle vittime.
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