Diversi alias per sfuggire all’espulsione, pusher in cella
L’uomo è finito nelle maglie dei controlli stradali effettuati dai carabinieri Nei guai anche il conducente dell’auto sulla quale viaggiava
REGGIO EMILIA. Per sfuggire all’espulsione, provvedimento che pendeva su di lui a partire dal primo luglio, aveva fornito diversi alias ai controlli in cui era incappato. Compreso l’ultimo, scattato in seguito all’alt richiesto da una pattuglia di carabinieri impegnati nelle verifiche stradali.
Ma quest’ultima volta le generalità false non gli sono servite a sfuggire alle disposizioni della prefettura di Reggio Emilia.
L’uomo, un cittadino tunisino di 40 anni era trasportato in qualità di passeggero a bordo di un’auto condotta da un cittadino italiano quando è stato fermato in via Gramsci dai militari dell’Arma della sezione radiomobile di Reggio Emilia, impegnati in un controllo della circolazione stradale.
Quando i carabinieri gli hanno chiesto i documenti ha pensato che il suo sistema fosse ormai rodato e ha dichiarato di non averli con sé, fornendo a voce le proprie generalità.
Un nominativo, quello fornito dal cittadino tunisino, che tuttavia non risultava censito alla banca dati, perciò è stato condotto in caserma per ulteriori accertamenti, insieme al conducente.
Quest’ultimo alla fine è stato segnalato alla Prefettura di Reggio perché trovato con una dose di cocaina detenuta per uso personale non terapeutico – sequestro in via amministrativa il mezzo grammo in suo possesso.
Lo straniero è stato invece sottoposto ad accertamenti dattiloscopici finalizzati a verificarne l’esatta identità. L’esito degli accertamenti ha consentito di identificarlo in un cittadino tunisino 40enne gravato da ordine di espulsione del questore e conseguente decreto di espulsione della prefettura di Reggio, emessi il primo luglio. Per altro già in un’altra occasione aveva fornito false generalità, proprio per sfuggire alle conseguenze di questo provvedimento.
Ma non solo.
L’uomo risultava censito con vari alias alcuni dei quali con precedenti di polizia per reati correlati allo spaccio di sostanze stupefacenti. Di qui l’arresto con l’accusa di false dichiarazioni sulla propria identità personale. —
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