Il rapinatore seriale in tribunale sceglie il silenzio
REGGIO EMILIA. Si è avvalso della facoltà di non rispondere Ismail Conteh, il gambiano di 23 anni alloggiato alle ex Reggiane e arrestato dalla Squadra Mobile perché ritenuto un rapinatore seriale di piazzale Europa: un componente di quel gruppo di rapinatori violenti, dalla composizione variabile, che da oltre due mesi terrorizzano i passanti dell’autostazione, del sottopasso ferroviario e di piazzale Marconi.
Il silenzio dell’imputato durante l’interrogatorio di garanzia svoltosi ieri in tribunale è stata una precisa strategia suggerita dall’avvocato difensore d’ufficio Luigi Scarcella, per consentirgli di prendere visione degli atti nella loro completezza e in particolare delle immagini di videosorveglianza. Il legale non ha avanzato richieste di attenuazione della misura, visto che il giovane è già detenuto per altri fatti pregressi. Nel corso di due inchieste parallele su aggressioni, furti e rapine nell’area, sempre condotte dalla Mobile, a Conteh sono state attribuiti cinque colpi su sette, ma ieri durante l’udienza il giudice ha ravvisato la gravità indiziaria solo per tre episodi. L’ultimo risale al 13 giugno scorso, quando alle 17.45 in viale Ramazzini due giovani sono stati avvicinati da tre nordafricani: dopo una breve colluttazione, gli aggressori si sono impossessati del cellulare di uno dei malcapitati. Non pago il trio ha preteso dal rapinato sessanta euro per restituirgli quanto sottratto; ottenuti solo venti euro, gli sconosciuti sono scappati a gambe levate con il cellulare e la banconota. Per quell’episodio i poliziotti hanno identificato due dei tre aggressori: Conteh e un liberiano di 31 anni, Muhammad Sackor. Quest’ultimo, che deve rispondere del solo furto con strappo del telefonino del 13 giugno (non della tentata estorsione, che invece è contestata al presunto complice), ieri in aula ha risposto alle domande, negando con forza la sua partecipazione e dichiarandosi del tutto estraneo alla vicenda. Il giovane, incensurato e in regola con i documenti sull’immigrazione, ha detto di conoscere Conteh ma non di essere stato con lui quella sera. L’avvocato Scarcella ha chiesto la concessione degli arresti domiciliari, ai quali il giudice Luca Ramponi si è detto favorevole una volta verificata l’idoneità del domicilio indicato. —
Am.P.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google