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la fiera a casina 

«Il re Parmigiano di montagna traina l’economia e il turismo»

«Il re Parmigiano di montagna traina l’economia e il turismo»

Il palio per il miglior formaggio vinto dalla latteria Tabiano. Oggi è di nuovo festa Firmato il Manifesto Mab Appennino per il paesaggio delle zone di produzione

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Casina. Tanta gente ha partecipato ieri alla prima giornata della 55ª edizione della Fiera del Parmigiano Reggiano, tornata ad animare Casina dopo un anno di stop a causa dell’emergenza-Covid.

Un ritorno ad una dimensione di festa e socialità che era mancata a tanti, e anche per questo la prima giornata è stata davvero un grande successo. Fino a sera molti visitatori hanno percorso le strade centrali del paese, con il mercato ambulante, e come sempre l'interesse principale è stato rivolto alla sezione agroalimentare della Fiera, con produttori tipici del territorio che hanno proposto le loro specialità, dai saluti all’ortofrutta, dalla birra artigianale alle farine di alta qualità.

E poi lui, il Re dei formaggi, a fare da assoluto protagonista nello stand dove davvero in tanti hanno acquistato il Parmigiano Reggiano, proposto in diverse stagionature compresa una straordinaria forma di 10 anni, aperta in mattinata nell’ambito dell'inaugurazione. Al taglio del nastro hanno partecipato molte autorità, sindaci del territorio, il presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano Nicola Bertinelli, l’onorevole Antonella Incerti. E come annunciato era presente anche il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, assieme all’assessore regionale all’agricoltura, Alessio Mammi.

Entrambi hanno sottolineato la fondamentale importanza socio-economica della produzione del Parmigiano Reggiano di montagna, dove rappresenta anche uno straordinario veicolo di promozione turistica e culturale. E hanno rimarcato la necessità di tutelare il prodotto dai tanti tentativi di contraffazione.

La mattinata ha visto anche la premiazione della nona edizione del Palio Città di Casina per il miglior formaggio di montagna dell’annata. A vincere è stato il formaggio prodotto dalla Latteria sociale Tabiano di Viano. Ad attribuire il premio una giuria dell’Associazione di assaggiatori professionali di Parmigiano Reggiano dopo quattro turni di assaggio.

Oggi, ultima giornata della Fiera, dalle 8.30 in viale Caduti per la libertà e via Roma riaprono il mercato ambulante e agroalimentare e lo stand del Parmigiano Reggiano. Saranno presenti le latterie locali di Migliara Rovetto e Latteria sociale San Giorgio Cortogno. Al Lago dei Pini sarà possibile visitare la mostra “Finestre nel bosco”, installazione artistica di Roberto Mercati e Antonio Tarantello. Alle 10 al castello di Sarzano, invece, apre la mostra “I prati sono fatti per le nuvole”, con opere di Manuel Attanasio, Nicolò Maltoni e Renato Rinaldi. Alle 21, nel Teatro del Parco Pineta, è in programma “Cheese”, narrazione per stimolare il gusto dei paesaggi, narratricee Laura Pazzaglia.

Nell’ambito della Fiera è stato sottoscritto il “Manifesto per il paesaggio del Parmigiano Reggiano di montagna”, azione condotta dalla Riserva di biosfera Mab Appennino: tra i sottoscrittori, diversi sindaci dei Comuni appenninici e il presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Nicola Bertinelli. «Il mondo del Parmigiano Reggiano in Appennino più che altrove caratterizza il territorio. Il manifesto è la bandiera di un’alleanza per connettere persone e territorio. È la mission della Mab», ha commentato Fausto Giovanelli, coordinatore della Riserva di Biosfera dell’Appenino. Si tratta di un Manifesto di intenti di 10 punti, discusso e ragionato per 48 mesi nell’esperienza della Scuola del Paesaggio del Parmigiano Reggiano, uno dei più importanti e riusciti progetti dell’Action Plan della Riserva. «In questi primi tre anni della Scuola, a partire da Casina, abbiamo coinvolto agricoltori latterie, professionisti, scuole, istituzioni. Di fatto ha preso vita una politica del paesaggio ben riconosciuta nella Costituzione italiana, poi ripresa e rilanciata con la convenzione europea del Paesaggio. Questo manifesto – ha proseguito Giovanelli – è una pietra miliare nella cultura del nostro territorio, di tutti ben oltre il comparto agricolo alimentare».

Nei 10 punti è ribadito come la produzione del Parmigiano Reggiano sia «tratto fondamentale della morfologia del territorio e riferimento identitario della popolazione». È riconosciuto il valore del marchio di montagna istituito dal Consorzio Parmigiano Reggiano, dei progetti dedicati come la Strategia Aree interne per contrastare il declino demografico. Attenzione, anche, rivolta alla qualità e sostenibilità ambientale e sociale di fronte alla sfida del cambiamento climatico. «È scritto nero su bianco –aggiunge Grazia Filippi Ferro, assessore alla cultura di Casina che in questi tre anni ha coordinato i lavori della Scuola – che il Paesaggio del Parmigiano Reggiano è riconosciuto come progetto della identità montanara. Da qui l’impegno a indirizzare il nostro lavoro a un pubblico vasto e differenziato a valorizzazione di tutto l’Appennino». —

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