Gazzetta di Reggio

Reggio

politica 

M5s, parte da Reggio il siluro allo statuto di Conte e Grillo: «È inaccettabile»

E.L.T.
M5s, parte da Reggio il siluro allo statuto di Conte e Grillo: «È inaccettabile»

Quaranta emiliani annunciano che bocceranno le regole «La discesa in campo di Conte ricorda quella di Berlusconi»

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «Consideriamo inaccettabile la proposta di nuovo statuto del M5s, che nega la natura autenticamente democratica originaria del MoVimento stesso». È l’incipit senza appello del documento firmato da 40 attivisti e portavoce emiliani del Movimento 5 stelle. Poche righe vergate dalla base del partito e rivolta ai vertici, e che fanno capire come ormai sia stato dato fuoco alle polveri. Il nome di maggior peso è forse quello del reggiano Fabrizio Aguzzoli, medico e consigliere pentastellato in Comune a Reggio Emilia, già contrario all’appoggio al governo Draghi e all’espulsione di uomini chiave come Nicola Morra, presidente della Commissione antimafia. Con lui ci sono un’altra ventina di reggiani, tra i quali Marco Signori, consigliere a Bagnolo promotore del precedente documento degli scissionisti.

Ora parte un altro siluro che ha il sapore della frattura all’interno di un movimento già segnato da crisi intestine, ultima quella sulla riforma della giustizia avallata - con delle modifiche - dai capi dei 5 stelle, saldamente agganciati alla maggioranza. «L’attuale garante aveva incaricato il professor Conte, non iscritto al M5s, di predisporre un nuovo statuto, indicandolo come prossimo leader - viene riportato nel documento firmato dai 40 dissidenti emiliani - Ciò ha comportato che il professor Conte abbia esternato, negoziato e concluso accordi a nome e per conto del M5s senza averne il titolo giuridico. Non risulta che al garante fosse attribuito un tale potere, e ciò ha viziato tutto il percorso». Secondo i firmatari «non viene pubblicato un nuovo codice etico, resta forse in vigore l’attuale?» né un nuovo regolamento elettorale, rimandato all’elaborazione di un gruppo ristretto, «che pure è imprescindibile per stabilire linee essenziali, tra le quali innanzitutto il limite massimo dei mandati elettorali», altro dogma che sembra scemare.

Lo statuto proposto delinea quindi «un vero e proprio partito, verticistico e personalistico, che ricorda la discesa in campo di Berlusconi. Di autentica democrazia partecipata non rileva traccia, residua invece un plebiscitarismo facilmente pilotabile che ne è l’impudica caricatura. Altro che “piramide rovesciata”!».

Una bocciatura senza appello, firmata da attivisti e consiglieri locali, orfana per ora di sottoscrittori di peso. «Riteniamo d’altronde ciò in perfetta coerenza con la cancellazione dei principi e valori fondati vi del M5s che ha trovato nella fiducia votata a Draghi un clamoroso paradigma». I dissidenti parlano poi di «poteri assoluti del presidente», «valori ambigui», «indennità di funzione che straccia il principio di volontarietà». «Con la proposta di nuovo statuto Conte-Grillo esplicitamente si mira alla definiti va degenerazione del M5S in partito politico top-down retto a centralismo burocratico in maniera sostanzialmente personalistica, salvo il concorso di un gruppetto di notabili ormai divenuti politi ci di professione. Voteremo no al nuovo statuto». —

E.L.T.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google