Gazzetta di Reggio

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Comitato viale IV Novembre 

La presidente Federica Bertolini: «Un’opportunità che va sfruttata»

Am.P.

Secondo la portavoce  dell’associazione culturale «ci sarà la possibilità di creare davvero un quartiere multietnico» 

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REGGIO EMILIA. «Il progetto di riqualificazione della stazione? Evidentemente in via Paradisi c’erano le condizioni legali per abbattere e ricostruire. Su via Turri in effetti c’è poco, ma la nuova sede della polizia municipale è già un piano di urbanistica della legalità e qualcosa di riflesso arriverà: speriamo in un effetto trainante. Serve però la collaborazione di tutti». Federica Bertolini è presidente del comitato viale IV Novembre, associazione culturale strettamente legata al perimetro via Turri, piazzale Marconi, viale IV Novembre, via Alai e via Eritrea. «La riqualificazione sembra una chimera da anni. Il discorso è molto complesso e assistiamo ogni giorno a tante difficoltà. In realtà in quell’area sussistono più quartieri, da Santa Croce alle ex Reggiane, da via Paradisi fino al nostro tratto che va dalla stazione ferroviaria storica e dall’ex Enocianina va fino alla circonvallazione; quest’ultimo tratto attende l’apertura del cantiere della nuova polizia municipale, che durerà due anni e che prevede l’uscita delle auto di servizio proprio su via Turri, senza contare gli uffici aperti al pubblico – dice Bertolini –. A mio parere abbiamo l’opportunità, per la prima volta, di creare davvero un quartiere multietnico, a misura di quei giovani di seconda generazione che sono cresciuti qui e che manifestano disagio. È un’opportunità che va sfruttata nel modo giusto. Con l’avvertenza che si tratta di un progetto collettivo e non si può pensare che il Comune faccia tutto da solo: su questo ha ragione il sindaco Luca Vecchi, serve la collaborazione di tutti, in primis dei proprietari degli appartamenti affinché non guardino solo al profitto ma anche alla qualità degli affittuari. Serviranno poi piccoli, medi e grandi investitori: il piano di via Turri è un progetto esca che dovrebbe innescare a cascata altri tipi di investimenti, che non hanno nulla a che vedere con money transfer o negozi equivoci o abbandonati. Un modello è l’imprenditore Alessandro Tondelli, che ha comprato l’hotel San Marco e lo ha riqualificato: servono altri coraggiosi come lui per realizzare appieno il progetto, che ha una sua logica. Per poter attrarre gli studenti universitari serviranno servizi e un terziario all’altezza». Bertolini vuole vedere il bicchiere mezzo pieno: «Sul ponte che attraversa la ferrovia ho letto molte polemiche, che mi interessano poco. Dobbiamo cavalcare l’onda. Solo così si potrà migliorare quest’area a due passi dalla questura e dal centro storico». —

Am.P.

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