Commissariata la Croce Rossa dopo il forfait dei consiglieri
Tre su quattro rassegnano le dimissioni, decade il presidente Francesco Mele In attesa delle elezioni, il comitato locale sarà presieduto da Stefano Marangoni
GUASTALLA. È scattato il commissariamento per il comitato della Croce Rossa di Guastalla. Il presidente Francesco Mele è inevitabilmente decaduto a seguito delle dimissioni di tre consiglieri su quattro. Un atto di aperta sfiducia, quello dell’organo eletto dai volontari del soccorso, verso il presidente, che ha portato al commissariamento del comitato. In attesa delle nuove elezioni, il comitato sarà presieduto dal commissario Stefano Marangoni, dirigente della Smeg di Guastalla.
Mele, 59 anni, sottufficiale della Guardia di finanza di Guastalla, era al suo secondo mandato come presidente, iniziato con la rielezione nel gennaio 2020. Delle tre dimissioni, solo una si può ritenere “tecnica”, in quanto l’ex consigliere Christopher Bonifazi è stato nominato commissario della neonata Cri di Reggiolo, diventata comitato autonomo dal 27 marzo di quest’anno.
Da alcune indiscrezioni trapelate sui motivi delle dimissioni dei consiglieri, parte del malcontento sarebbe riconducibile alle scelte gestionali che avrebbero pregiudicando la funzionalità di un’associazione di primo soccorso che deve garantire un alto numero di servizi, considerando la vicina sede ospedaliera di Guastalla.
Mesi di tensioni, divergenze e divisioni del corpo volontari sarebbero poi culminate con le dimissioni della maggioranza consiliare e l’automatico decadimento di Mele. Era stato proprio lui a lanciare l’allarme con una lettera aperta risalente al settembre 2020, rivolta ai volontari: «Non vi nascondo che sono estremamente preoccupato per la sopravvivenza futura della Croce Rossa di Guastalla, che allo stato attuale è subissata di richieste di servizio, ma che ancora per poco potrà continuare ad assicurare in toto».
Sulla cause di questa situazione di sofferenza per la Cri, fu sempre l’ex presidente a chiarire: «Giornalmente – ha spiegato Mele – mi vengono riportati malesseri, critiche, e contestazioni che hanno portato a un clima associativo pessimo, sicuramente teso e per nulla invitante, per chi vuole fare volontariato. Questo clima di continuo astio ha sicuramente portato molti di voi a ridurre il numero di turni e ad altri ad abbandonare la Croce Rossa».
In effetti, nel 2019 un’ottantina di volontari avrebbero lasciato la Cri di Guastalla. Si trattava, in molti casi, di volontari storici con molta esperienza, che prestavano servizio da oltre 20 anni, pienamente operativi nei servizi di primo soccorso, impegnati nella formazione di aspiranti volontari, con abilitazione per la guida dell’automedica in servizio presso il locale Pronto soccorso.
Ma gli addii più “clamorosi” furono quelli di alcuni volontari che, come riportato dalla Gazzetta, pur non avendo alcuna intenzione di lasciare la Croce Rossa, furono dimessi d’ufficio dalla presidenza per essersi dimenticati di versare la quota sociale annuale di 10 euro.
Di fronte alle loro richieste di poter rientrare per continuare a fare volontariato, peraltro motivando la svista col fatto di non aver ricevuto allerte dalla Cri circa il mancato pagamento e dal fatto di essere venuti a sapere delle dimissioni a cose fatte, il presidente Mele aveva negato qualsiasi possibilità di reintegrazione, invitandoli con una mail a «riconsegnare la divisa». A norma di regolamento, chi viene dimesso e volesse tornare in Cri deve ricominciare da zero, come un qualsiasi principiante.
Non indifferente anche l’impatto che avrebbe avuto sulla Croce Rossa di Guastalla lo scorporamento del centinaio di volontari che adesso espletano i loro servizi alla Croce Rossa di Reggiolo, aggiungendo ulteriori difficoltà nel coprire tutti i turni nella sede guastallese. —
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