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L’ASSESSORE ALLA CULTURA 

«La nostra è una linea ostinata e contraria»

M.F.
«La nostra è una linea ostinata e contraria»

Ferrari: «Siamo l’elogio alla lentezza. Eventi in tempi diversi per non perdersi nulla. Ferroni e D’Onofrio? Due grandi miti»

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castelnovo monti. Tra i tanti eventi in programma per la quarta edizione di “L’uomo che cammina – NonFestival di sacro e natura”, ce n’è uno che ha preso forma solo negli ultimi giorni a ridosso della partenza della kermesse, con la partecipazione di un attore amico della nostra montagna, Corrado Tedeschi. Lo anticipa, tra le altre cose, il vicesindaco e assessore alla cultura Emanuele Ferrari.

Partiamo dal nome. Perché “Nonfestival”?

«Un gioco sul fatto che non vogliamo seguire gli schemi degli ultimi anni, ma distinguerci – spiega Ferrari – . Siamo su una linea ostinata e contraria. Gli altri festival di solito sono fin troppo pieni di proposte ed eventi, spesso sovrapposti tra loro. Il nostro è un elogio alla lentezza: gli eventi sono scanditi secondo le ore monastiche, e proponiamo cose diverse, in luoghi diversi ma distanziate, per dare modo di non perdersi nulla».

Siamo alla quarta edizione. Come è cresciuto il NonFestival?

«Inizialmente eravamo legati molto al territorio di Castelnovo Monti, ora il nostro palcoscenico si può dire sia tutto l’Appennino reggiano. Qui i luoghi legati al sacro e alla natura sono innumerevoli. Così negli anni abbiamo proposto eventi a Marola, Carpineti, Canossa fino al vasto territorio di Ventasso, nell’alto crinale».

Dal teatro di Bismantova, all’insegnamento nelle scuole locali, alle mostre. Lei si è occupato e si occupa molto del territorio montano e di cultura. Quanto è stato impegnativo organizzare questa quarta edizione?

«Non è mai semplice quando cerchi di mettere insieme diverse sensibilità e diversi luoghi. Ma quest’anno, un po’ la coincidenza con i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri e un po’ la tanta voglia di ripresa dopo i lockdown, hanno aiutato. Poi in questi venti anni di lavoro con il teatro Bismantova i miei contatti sono cresciuti e sono nati rapporti non solo professionali, ma di stima e amicizia. Penso ad Amanda Sandrelli e ad altri che venendo qui si sono affezionati a questi territori, conoscono la fatica e la soddisfazione di portare qui eventi».

Durante la manifestazione la vedremo con intellettuali di calibro. Come si è preparato?

«È nella filosofia del NonFestival portare qui personaggi di caratura nazionale. Nel caso di Giulio Ferroni e Giulio D’Onofrio si tratta di due importanti studiosi. Conosco personalmente Ferroni, docente, critico e storico della letteratura, è un mito per chi, come me, viene da studi filosofici e letterari. È un grande personaggio, autore di lavori imponenti, ma capace di essere accessibile a tutto il pubblico. Lo stesso si dica per D’Onofrio, che ho conosciuto negli ultimi anni, uno dei più grandi studiosi del pensiero medievale. In occasione della presentazione del suo libro, il 10 settembre alla Pieve di Campiliola, abbiamo pensato a una lettura musicale, ma ci sarà una sorpresa che si è concretizzata negli ultimi giorni».

Quale?

«Ci ha appena dato la disponibilità e sarà con noi Corrado Tedeschi. Stiamo cercando di preparare una vera e propria lettura scenica di grande effetto. Sarà un omaggio a D’Onofrio e al suo libro». —

M.F.

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