«Non si possono usare i soldi dello Stato per i licenziamenti»
L’attacco del segretario della Cgil Maurizio Landini alla vendita Oggi il sindaco di Siena parla alla città. «Sarà un disastro per l’indotto»
le reazioni
«Siamo preoccupati per le sorti di Mps. Abbiamo chiarito che siamo contrari a qualsiasi idea di “spezzatino” della banca. È necessario aprire un tavolo di trattativa seria anche perché lì sono stati usati tanti soldi pubblici e non pensiamo che altri soldi pubblici debbano essere usati per licenziare o chiudere le sedi». Esprime preoccupazione il leader della Cgil Maurizio Landini. La stessa dell’assessore senese Alberto Tirelli che riflette la preoccupazione della città (e della Regione), tagliate fuori dalle scelte sul Monte. Le decisioni sulle sorti della banca – è evidente – si prendono fra Roma e Milano: «Il Comune di Siena vive la situazione di Mps con grandissima preoccupazione, soprattutto per quanto riguarda le ricadute che potranno avere, qualsiasi scelta possa essere fatta, sulla città e sulla provincia di Siena. Non tanto per quello che è legato direttamente al Monte, ma anche e soprattutto per l’indotto» ribadisce Tirelli, alla vigilia della conferenza stampa del sindaco di Siena Luigi De Mossi che parlerà oggi alla città. Già perché a Siena e provincia la banca ha voluto dire per anni indotto: dalle case in affitto ai ristoranti; dai negozi ai servizi. Punti di Pil in un’economia che oggi sembra lontana anni luce. E ora che si parla di esuberi, tagli di filiali e di perdere la governance sale la paura.
«Mps esiste dal 1472, è simbolo di un buon governo dal punto di vista finanziario e bancario. È vero, ha avuto crisi, ma se andiamo a vedere gli ultimi sei mesi ci sono buoni risultati. Quindi maestranze, dirigenti, operatori sono un patrimonio da salvaguardare. Non vedo fretta nella vendita» ”insiste il presidente della Regione, Eugenio Giani dopo la richiesta della convocazione di un tavolo al governo: «Cercherò di mobilitare i nostri parlamentari perché la Toscana non può trovarsi in una situazione in cui Mps che è fra le più importanti in Europa, si trovi sostanzialmente di fronte a una proposta di incorporazione da parte di Unicredit». Incalzano i sindacati. Per Mps «serve una soluzione che non disperda il ruolo che storicamente l’istituto ha avuto non solo per lo sviluppo del territorio senese ma di tutta la regione, contro ogni spezzatino e a difesa dell'occupazione» osserva Dalida Angelini, segretaria generale di Cgil Toscana che individua come «giusta la strada di chiedere un tavolo toscano al governo» alla luce anche delle vertenze dell'industria. «La vicenda Mps sta assumendo connotati kafkiani – aggiunge la First Cisl di Siena – Un’operazione, quella con Unicredit dalle contraddizioni economiche e sociali. Non è possibile non intuire il progetto nefasto che sta dietro a “queste improvvise manovre” – progetto, purtroppo, che viene da lontano e che solo nel 2021 qualcuno vorrà vedere compiuto nel silenzio totale e preoccupante delle Istituzioni locali, Fondazione compresa che ha accettato una transazione a dir poco inverosimile». —
C.P.
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