Padoan salta il fosso: dal Pd al compratore con lo zampino di Renzi
siena. Il 4 luglio del 2017 a Siena è passato alla storia come il giorno dell’indipendenza perduta della “propria” banca. Fu in quella data che arrivò il via libera della Commissione Europea al piano di risanamento di banca Mps e si aprì l’ultima porta di Rocca Salimbeni allo Stato maggiore azionista dopo la ricapitalizzazione precauzionale da 5,4 miliardi. A tirare le fila dell’operazione fu l’allora ministro dell’economia, Pier Carlo Padoan oggi presidente di Unicredit, in un ruolo che in molti indicano «in pieno conflitto di interesse». Da destra questo problema viene rilevato in modo esplicito; da sinistra con qualche imbarazzo.
Proprio l’incomodo ruolo di Padoan rischia di trasformarsi in una disfatta elettorale e politica per il centrosinistra. Elettorale a breve scadenza: suo, infatti, il seggio lasciato libero a Siena. L’ex ministro del Tesoro si è dimesso da deputato del collegio toscano per entrare nel consiglio di amministrazione di Unicredit (come presidente annunciato). Per quel seggio vacante ha accettato di candidarsi, dietro molte insistenze, il segretario nazionale del Pd, Enrico Letta che, a meno di uno blocco (di governo) dell’operazione potrebbe andare incontro a una sconfitta pesante nel senese. Dopo di che, se davvero Mps venisse spacchettata – la parte buona a Unicredit, una parte alla Banca del Mezzogiorno e allo Stato i crediti deteriorati – la sinistra potrebbe dire addio al governo del sud della Toscana. E non solo. Non basterebbe a evitare la valanga il legame con Siena che Padoan ha sempre vantato fin dai tempi dell’università. «Se si proietta nel giro di qualche anno la situazione economica e la situazione specifica della banca, sono fiducioso che il denaro pubblico sarà non solo recuperato, ma darà anche un premio» disse Padoan poco dopo il via libera al piano di risanamento di Mps. A Siena in quel momento in molti tirarono un sospiro di sollievo convinti che la banca avesse ancora possibilità di salvarsi. Passa nemmeno un anno e Matteo Renzi lancia la candidatura di Padoan in parlamento nel collegio Toscana 12. «Ho proposto a Padoan di candidarsi in Toscana, nel collegio di Siena, perché il Pd deve essere una squadra forte e autorevole ma anche perché con Pier Carlo abbiamo affrontato la questione bancaria in modo innovativo» sottolineò l’allora segretario dem. Padoan si candida e vince di un soffio: supera di poco Claudio Borghi, l’uomo della Lega. La sfida finì 36,2% a 32,3%. Poi a ottobre 2020 la cooptazione alla presidenza di Unicredit lo costringe alle dimissioni. Una notizia alla quale Mps reagì guadagnando l’8,06% a Piazza Affari. —
C.P.
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