In 500 agli impianti di Febbio per il concerto di Max Gazzè
VILLA MINOZZO. Un pomeriggio di suggestioni rare. Non è stato un concerto come gli altri, quello messo in scena da Max Gazzè e dalla sua band in uno dei luoghi più belli dell’intera dorsale appenninica, il monte Cusna. Il cantante e bassista romano si è esibito nel prato a fianco degli impianti di risalita di Febbio Rescadore, davanti ad oltre 500 spettatori, in una giornata non particolarmente estiva, anzi. La sede originaria dello spettacolo era a oltre duemila metri, al termine della seconda seggiovia della struttura villaminozzese, ma le condizioni meteo incerte, in particolare per quanto riguarda il vento, hanno portato gli organizzatori – la società La Contessa, che gestisce gli impianti – a spostare l’evento a valle, comunque ben sopra i mille metri di altitudine. Il vento e l’aria frizzante, ricordati sorridendo anche da Gazzè alle prese con il mal di gola e con le caramelle palliative, hanno offerto un’atmosfera fresca, unita al notevolissimo colpo d’occhio della platea allestita sotto ad alcune delle più suggestive e selvatiche cime appenniniche reggiane. Al resto ha pensato la musica: due ore tirate, concluse con balli del pubblico a braccia alzate a festeggiare una giornata davvero peculiare per la nostra montagna, segnata dal passaggio di un artista di livello nazionale in uno dei simboli locali, il Cusna, il più alto monte provinciale e il secondo emiliano dopo il Cimone. Dopo settimane complesse, fra rinvii e mille polemiche locali, una bella e meritata soddisfazione per chi per settimane ha lavorato per il Gazzè in alta quota. —
Adriano Arati
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