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In attesa di chiarimenti dal governo la Giareda è “mercato”

Adriano Arati

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Adriano Arati

CARPINETI. Niente fiera di San Vitale a Carpineti. Quasi sicuramente il principale evento estivo del paese appenninico non si svolgerà a fine agosto, come già accaduto nel 2020, sempre a causa dell’emergenza sanitaria. Nei mesi scorsi l’amministrazione comunale e le associazioni del territorio avevano lavorato alla costruzione di un programma su tre giorni dal 27 al 29 agosto con mercati, raduni motoristici, concerti e altri eventi che rispettasse le esigenze del periodo. L’introduzione del Green Pass dal 6 agosto, però, con tutte le ulteriori complicazioni inserite per gli accessi in sicurezza, ha complicato e non poco la questione, sino a far propendere per l’annullamento, che appare ormai inevitabile. Il rammarico è tanto, anche pensando al lavoro fatto per imbastire un cartellone denso. Tutti sforzi che finiscono per essere sprecati: «Purtroppo – commentano gli amministratori carpinetani – si tratta di una decisione che ci troviamo ad assumere quando il programma fieristico è ormai definito e al termine di ogni verifica tecnica sul piano organizzativo circa le possibili alternative che, dal punto di vista delle sicurezze, non offrono le necessarie garanzie», sottolineano amaramente. La scelta è stata condivisa con gli operatori locali, coinvolti per una riunione in cui si è valutato di fermare la macchina, anche pensando alla ripresa della scuola a metà settembre. E alle speranze di avere lezioni completamente in presenza: «A soppesare la scelta dell’amministrazione comunale è pure l’avvio dell’anno scolastico fissato per lunedì 13 settembre – spiegano dal Comune – Una data troppo vicina a quella della fiera: se da essa, malauguratamente, derivasse un contagio (potenzialmente possibile vista la notevole affluenza di pubblico che da sempre caratterizza la manifestazione), la conseguente inevitabile quarantena comprometterebbe la normale riapertura delle scuole “in presenza” da tutti fortemente auspicata». Rimane il forte rammarico dell’ente e dei commercianti. «Gli esercenti, loro malgrado, si sono tuttavia dimostrati responsabilmente favorevoli a rinunciare agli incassi solitamente garantiti dall’evento di fine agosto dinanzi a una situazione sanitaria non ancora completamente tranquilla (come dimostra il prolungamento fino a fine anno dello stato di emergenza deciso dal Governo)», è la conclusione del Comune. —

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