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Alta Velocità 

Tav a Parma, divisa la politica reggiana

Luciano Salsi
Tav a Parma, divisa la politica reggiana

Vecchi ai parmigiani: «Competizione tra campanili» L’opposizione: «È il risultato dei sonni perenni della giunta» 

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Luciano Salsi

REGGIO EMILIA. È municipale e regionalistica (anziché campanilistica) ma non unanime la risposta di Reggio alla rinnovata offensiva di Parma sul fronte della linea ferroviaria ad alta velocità. La città ducale questa volta si fa forte del consenso della Regione e del ministero delle Infrastrutture all’ipotesi di realizzare un nuova fermata della Tav in corrispondenza delle Fiere di Parma. In tal caso la stazione Mediopadana perderebbe l’utenza residente in quella provincia e subirebbe una riduzione dei treni che vi fanno scalo. «Il futuro – obietta il sindaco Luca Vecchi in un post su Facebook – è quello di migliorare le connessioni tra le altre città con la Mediopadana e non quello di far nascere una stazione in ogni città. Non credo che la prospettiva dell’Alta Velocità sia di diventare una metropolitana di superficie. Lo dice il nome stesso: Mediopadana perché in posizione strategica tra Milano e Bologna, a servizio dell’Area vasta». Nell’iniziativa parmigiana Vecchi vede una «competizione tra campanili» deleteria, che travalica i confini regionali e ha interesse a fare riferimento a servizi infrastrutturali unificati. A suo parere la Mediopadana è una «struttura strategica per Reggio Emilia, per l’Italia e per l’Europa» così come l’aeroporto di Parma lo è per i collegamenti aerei (e non avrebbe senso farne un altro nella nostra città).

È sulla stessa lunghezza d’onda Davide Massarini, presidente di Confcommercio Reggio Emilia, che polemizza con il “Parmacentrismo” dimostrato dalla generale riluttanza a condividere i piani di sviluppo di area vasta non solo nell’ambito dei trasporti, ma anche in quelli delle telecomunicazioni e della «sospesa fusione delle Camere di Commercio». «Se l’approccio è questo seppur legittimo – commenta Massarini – ci pare che gli storici campanilismi siano tutt’altro che superati».

Secondo le opposizioni la Giunta non ha fatto quanto era necessario per valorizzare la Mediopadana e impedirne la duplicazione a Parma. Cinzia Rubertelli di Alleanza Civica chiede, in un’interrogazione al sindaco a risposta urgente, «quali azioni politiche si intendono intraprendere al fine di contrastare una simile illogica ipotesi che vanificherebbe gli ingenti investimenti pubblici che Comune di Reggio Emilia, Regione Emilia-Romagna, Stato e Rfi hanno sostenuto al fine di costruire un unico funzionale Hub mediopadano della mobilità su ferro». Marco Eboli, portavoce di Fratelli d’Italia, attribuisce al sindaco la responsabilità della minaccia proveniente da oltre Enza: «Per otto anni Vecchi ha fatto la bella statuina. I parcheggi li sta realizzando, prevalentemente la società privata Terminal One, i servizi all’interno della stazione, ad oggi non ci sono, e con Rti ci si sta muovendo solo ora. I collegamenti con le città del bacino potenziale, fuori dalla nostra provincia (e alcuni sindaci Pd reggiani hanno detto, anche nella nostra provincia) sono carenti». «Questi – incalza Claudio Bassi, capogruppo di Forza Italia – sono i risultati dei sonni perenni della giunta reggiana, sorretta da una acritica maggioranza, che, anziché proporre di realizzare collegamenti veloci con Mantova e Bassa Reggiana, Modena, Sassuolo, Parma, sta solo ora, dopo dieci anni, cercando di realizzare le infrastrutture mancanti a questa stazione e solo grazie all’intervento di encomiabili imprenditori reggiani». —

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