Tra i negozi del centro storico quasi un flop il mese di saldi
Gli esercenti: «Andava meglio con i centri commerciali e gli outlet chiusi» L’affondo: «Poi c’è l’ecommerce che a volte fa concorrenza sleale»
GUASTALLA. Il centro storico, lunedì mattina, presenta negozi chiusi per ferie, saracinesche abbassate per sempre, vetrine con cartelli “Affittasi” e negozi che invece sono ancora in attività con i saldi di fine stagione, che termineranno martedì 31 agosto.
Guastalla, in questo periodo, è vuota. Molta gente è in vacanza da un po’, o è appena partita. Girando per le vetrine si nota poca gente a fare shopping. I saldi, per la Regione Emilia Romagna, sono iniziati a luglio, e dopo un mese è già tempo di bilanci. Vari commercianti vedono il bicchiere mezzo vuoto. C’è chi sostiene che i saldi non sono mai decollati, chi li definisce sottotono e chi dice di avere aperto da poco e di non ha percepito la corsa agli sconti.
Insomma, sono davvero pochi i commercianti che possono dirsi soddisfatti, facendo il paragone con l’agosto dello scorso anno, quando i saldi erano serviti anche per dare un segnale di ripartenza al settore commerciale, piuttosto bistrattato e reduce dalle restrizioni anti-Covid19, tra zone rosse, arancioni e gialle.
Rosanna Adragna del negozio “Be Standard” afferma: «È cambiato il periodo dei saldi. Nel mio negozio la clientela è consolidata: guarda, prova, acquista in base alle proprie esigenze. Se poi c’è un piccolo sconto, anche se non dettato dai saldi, tanto meglio. Il cliente vuole essere seguito, ascoltato, consigliato. I saldi non sono altro che una continuazione di vendita. Dietro ai banchi dei negozi c’è gente che lavora; facciamo corsi di aggiornamento per dare sempre maggiori servizi e assistenza, anche se dobbiamo fare i conti con l’ecommerce. In periodo di Covid19, molta gente, vuoi anche istruita dai ragazzi giovani che comprano spesso online, ha imparato a comprare attraverso computer e smartphone. Non c’è più la vendita “emozionale” che si fa durante una passeggiata in centro».
Roberto Lusuardi, titolare dello storico negozio di abbigliamento “Lusuardi 1911”, parla di saldi sottotono. «C’è stato un periodo, con i centri commerciali e gli outlet chiusi, in cui le vendite sono andate bene. Poi, con la loro riapertura, la situazione è cambiata radicalmente – spiega –. Poi ci sono siti web che hanno una sezione di “saldi”, che non potrebbero avere, con le varie occasioni. E nessuno controlla».
Silvio Rigon della Boutique Saturno è il classico sarto col metro sulle spalle. «I saldi? Direi che sono nella norma. L’anno scorso li hanno fatti ad agosto ed eravamo preoccupati, ma poi sono andati bene. Il nostro è un settore altalenante – conclude –. C’è quell’anno che si lavora bene e un altro anno meno».
Marika Pugliese ha aperto lo scorso febbraio “Anima store” e, per farsi conoscere, ha subito effettuato una vendita promozionale. «Sono soddisfatta del lavoro, anche se non ho percepito appieno questo periodo di saldi. Ho alcuni stendini con abiti a un prezzo ribassato, ma alcuni miei clienti stanno acquistando già l’autunno-inverno 2021-22».
Assieme alla sua socia, Marika Pugliese ha introdotto in negozio una piccola sartoria: sono due ragazze che hanno fatto la scuola di taglio e confezioni, e sono abilissime a creare vestiti anche molto originali.
Per molti commercianti i saldi sono l’unico modo per poter competere in un mercato dopato dalle grandi catene e dallo shopping online, che applicano prezzi scontati tutto l’anno. Un negoziante che ha vuole restare anonimo aggiunge: «Si guadagna poco, si punta a non fallire e a restare a galla». —
M.P.
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