È morto a 99 anni Giannino Lusenti
Maestro, musicista e appassionato di pattinaggio Era statop insegnante di torneria al centro “Simonini”
Luciano Salsi
REGGIO EMILIA. Era conosciuto come “Marmellata”, non un semplice soprannome scherzoso, ma un nome d’arte con il quale aveva firmato qualche composizione musicale. Giannino Lusenti, morto a 99 anni, possedeva davvero un miscuglio di diverse doti e attitudini naturali che ne facevano un personaggio singolare, capace di farsi apprezzare ovunque applicasse il suo poliedrico ingegno. Aveva studiato soltanto fino alla terza media, ma l’intelligenza e i molteplici interessi gli avevano permesso di apprendere da autodidatta più di una disciplina e affermarvisi come maestro. Proprio l’insegnamento era la sua vocazione più profonda, motivata dal carattere aperto e gioviale e dalla capacità di comunicare con gli allievi e stimolarli al massimo impegno facendosi amare. Aveva cominciato a lavorare come operaio, specializzandosi nella tornitura. Nel tempo libero coltivava la musica. Da solo aveva imparato a suonare chitarra, batteria e sassofono.
Durante la guerra era arruolato nella Regia Marina. Grazie al talento artistico fu assegnato alla banda musicale della corazzata Roma. La sua bravura fu notata dal comandante della corazzata gemella Littorio, che lo prese con sè prima che la Roma fosse affondata dall’aviazione tedesca dopo l’8 settembre 1943. «Se mi sono salvato – sospirava pensando ai commilitoni annegati – è grazie alla musica».
Nel dopoguerra fu assunto come insegnante di torneria dal centro di addestramento professionale Simonini, dove lavorò dagli anni ’50 al 1974. I suoi allievi più affezionati sono quattro imprenditori di successo, Giovanni Zanichelli, Ivan Malavasi, Gianfranco Bigarelli e Giovanni Gibertini, con i quali Lusenti ha mantenuto un rapporto di grande amicizia. Due anni fa tutti e quattro hanno festeggiato insieme a lui il suo 97esimo compleanno. «Per noi – sottolinea Malavasi – è stato un maestro di vita. Come insegnante era come Robin Williams nell’Attimo fuggente». Altrettanto commosso il ricordo di Patrizia Nasi, titolare della Libreria del Teatro: «Giannino è stato l’iniziatore del pattinaggio nella nostra città, offrendo la sua competenza agli appassionati in diversi luoghi, fra cui la pista di via Zandonai e l’Arena di Montecchio. Istruiva noi ragazzine e ci ha formate a nostra volta come istruttrici». Lusenti aveva perso nel 2013 la moglie Giuseppina. Lascia i figli Tiziana e Paolo, il genero Massimo e il nipote Matteo. Il funerale s’è svolto martedì. —
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