«I cani siano addestrati anche verso gli escursionisti»
Belacchi dell’Aigae interviene sul dibattito sugli animali a guardia delle greggi «Nei sentieri venga garantita sicurezza da quelli aggressivi»
ventasso. «I cani da guardiania sono uno degli attori fondamentali nella difesa del gregge, ma per poter convivere nel mutato contesto montano devono essere addestrati da personale specializzato e sapersi relazionare non solo con le intrusioni ostili (il lupo) ma anche con i frequentatori abituali: gli escursionisti, i ciclisti, eccetera».
Così Stefano Belacchi, guida ambientale escursionistica Aigae e consigliere nazionale e coordinatore regionale per l’Emilia-Romagna dell’Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche interviene sul dibattito iniziato dopo che una guida ambientale si è trovata davanti cani a controllo di un gregge su di un sentiero, senza poter proseguire.
«Negli ultimi decenni abbiamo assistito a un radicale cambiamento degli stili di vita relazionati alle nostre montagne; a partire dallo spopolamento avvenuto nel secondo dopoguerra si sono innescati una serie di fenomeni che hanno, da un lato radicalmente mutato il modo di vivere la montagna e dall’altro portato in aggiunta la frequentazione turistica occasionale –spiega – . Lo spopolamento ha permesso in molti casi una maggior presenza di boschi laddove prima insistevano pascoli e coltivi e il minor interesse agricolo, unito ai grandi passi fatti in ambito di tutela, hanno facilitato l’espansione del lupo dalle popolazioni residuali dell’Italia centrale fino e oltre l’Appennino emiliano-romagnolo. In questo mutato panorama continuano ad esistere piccole e medie aziende che praticano l’allevamento semi-brado. Se nell’Appennino romagnolo questo è tipicamente incentrato sui bovini, in quello emiliano sono molto più diffuse le pecore che, a differenza delle vacche, necessitano di essere meglio difese dalla predazione dei lupi».
«Data l’abbondanza di ungulati selvatici la predazione sugli animali da allevamento è solitamente limitata a quelle greggi poco o mal custodite e come conferma l’osservazione dei sistemi pastorali che hanno imparato a convivere con la presenza del lupo una difesa efficace è certamente possibile – fa notare – Alle Guide Ambientali Escursionistiche formate da Aigae (la principale associazione di categoria per questa professione) insegniamo che tra i più gravi pericolo per l’incolumità (tra quelli causati dagli animali) sono proprio i cani da pastore quando in servizio. Le guide professioniste svolgono sopralluoghi sui sentieri prima di portare i propri clienti e valutano i rischi di ogni percorso. In molti casi un gregge può essere aggirato ed è sufficiente dare come indicazione ai propri accompagnati di non allontanarsi dal sentiero e non avvicinarsi agli animali, ma in altri casi non è possibile deviare il percorso senza esporre il gruppo ad altri pericoli».
«Per questo è indispensabile che sulla la rete sentieristica ufficiale venga garantita la sicurezza, che gli animali al pascolo non possano accedervi soprattutto se accompagnati da cani aggressivi e che ci sia, come previsto dalla legge, la presenza del pastore per richiamare i cani in caso di problemi se in prossimità o su sentiero escursionistico e una adeguata segnaletica che indichi la presenza dei cani – conclude –. I lavoratori della montagna hanno il diritto di svolgere in sicurezza il loro mestiere e se vogliamo far conoscere e comprendere questi territori spesso dimenticati è giusto che anche i frequentatori occasionali possano goderne senza mettere a repentaglio la propria incolumità. Per una convivenza pacifica e fruttifera per tutti i soggetti interessati è però indispensabile che le regole vengano osservate e che ci sia la voglia di collaborare per conciliare le situazioni di attrito».
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