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stroncata Una carriera brillante

In lutto Massimo Bottura e tutti i ragazzi del suo staff

In lutto Massimo Bottura e tutti i ragazzi del suo staff

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MODENA. Domenico D’Addio a 26 anni era già nel firmamento della ristorazione internazionale. Partito da adolescente come studente ai fornelli, dopo importanti esperienze in Italia e a Londra, era diventato maitre di Casa Maria Luigia, in stradello Bonaghino a Modena. Una storia professionale che era fatta di impegno senza sosta a fianco di Massimo Bottura e di tutti i ragazzi della “famiglia” che comprende i tre locali modenesi e quelli sparsi per il mondo, al lavoro nei ristoranti Gucci. Capace di alternare la spensieratezza del ragazzo con la serietà dell’uomo maturo calato nel suo ruolo, Domenico aveva due passioni fuori dal lavoro: la palestra e le moto.

Nato a Guastalla nel 1995, dopo gli studi nelle scuole del Comune reggiano, a 14 anni si era iscritto all’Istituto alberghiero di Serramazzoni dove si è diplomato nel 2014. Poco prima della fine dell’esperienza scolastica, aveva fatto un primo stage all’Osteria Francescana. Due mesi durante i quali aveva potuto respirare l’atmosfera brillante e insieme faticosa della sala del ristorante più importante del mondo, servendo sotto la rigorosa guida di Beppe Palmieri. Quindi aveva fatto un secondo stage di due mesi da Vinicio, uno dei ristoranti più importanti per il servizio in sala. Poi aveva iniziato un lungo apprendistato.

Due anni al Globus Hotel, sei mesi in cucina alla Locanda Locatelli di Londra, dove sotto il famoso cuoco ora protagonista di Masterchef ha imparato i trucchi e le astuzie della cucina, quindi un anno da Quaglino’s, il celebre bar di Mayfair a Londra. E ancora all’Esplanade di Desenzano sul Garda e al Savhotel di Bologna. Per tornare a casa.

Nel 2019 Massimo Bottura l’ha chiamato per proporgli un ruolo a Casa Maria Luigia. Si era distinto arrivando a diventare maitre, fianco a fianco della chef Jessica Rosval. Una carriera sbalorditiva considerando l’età e il ruolo raggiunto. A ogni tappa, Domenico aveva alternato una maggiore consapevolezza di professionalità con nuovi giri di amicizie sviluppate sul luogo di lavoro. Oltre al servizio in sala, memore degli insegnamenti di Palmieri, si era appassionato di vini e aveva partecipato al corso da sommelier.

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