La scuola reggiana è pronta al vaccino obbligatorio
Il personale in servizio nella nostra provincia ha già aderito alla campagna al 95% e la Flc-Cgil lo aveva detto chiaramente: «La competenza è del governo»
Luciano Salsi
REGGIO EMILIA. Professori e personale di scuola e università che non si doteranno di Green pass saranno considerati assenti ingiustificati: a decorrere dal quinto giorno di assenza «il rapporto di lavoro è sospeso e non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento». È quanto prevede il decreto sul Green pass per scuola e trasporti approvato ieri sera dal Consiglio dei ministri.
La notizia non turberà i sonni del personale scolastico docente e non docente in servizio nella nostra provincia, che spontaneamente ha già aderito al 95% alla campagna vaccinale contro il Covid. Se ne può riconoscere il merito ai sindacati, che hanno subito esortato gli insegnanti, i bidelli, gli impiegati e i tecnici a vaccinarsi, chiedendo al governo di aprire per loro una corsia d’accesso preferenziale.
Comunque sia, prima della decisione del governo atrrivata ieri sera, fra le organizzazioni sindacali prevaleva l’idea di continuare a fare leva sulla persuasione anziché sulla coercizione. «È opportuno e doveroso – sottolineava ieri mattina Monica Leonardi, segretaria provinciale della Cisl-scuola – che il personale scolastico si vaccini, ma siamo contrari ad obbligarlo. Lo si deve consigliare e convincere facendo appello alla responsabilità e al senso civico senza costringerlo con sanzioni. Questa ci sembra la strategia migliore per conseguire la pienezza del risultato e riaprire le scuole in presenza». La Flc-Cgil si atteneva invece alle recenti dichiarazioni del segretario confederale Maurizio Landini, il quale, riferendosi alla generalità dei lavoratori, aveva escluso che l’obbligo vaccinale possa essere sancito da un accordo sindacale, poiché la competenza è del governo e del parlamento. «Se sarà imposto l’obbligo – spiegava Silvano Saccani, segretario provinciale della Flc-Cgil, e così a questo punto sarà – ne prenderemo atto. Ci sono però alcuni problemi preliminari da risolvere, anzitutto quello dei lavoratori fragili, che non possono vaccinarsi per motivi sanitari. C’è poi la questione del Green pass che è soggetto a scadenza a distanza di sei o nove mesi. Molti docenti dovranno ripeterla prima della fine del prossimo anno scolastico». Ma ciò che sta più a cuore alla Flc-Cgil è l’organico Covid, cioè la dotazione aggiuntiva di personale assunto l’anno scorso per consentire lo sdoppiamento di tante classi. «Noi – insiste Saccani – vogliamo ripartire in presenza, ma a tale scopo si deve garantire la sicurezza. La vaccinazione non basta. Occorrono il distanziamento e, quindi, la divisione delle classi più numerose. Mancano ancora, però, le quasi 800 persone reclutate l’anno scorso nella nostra provincia per farvi fronte. Il distanziamento è fondamentale per gli alunni più piccoli, che sono più soggetti a contatti con le maestre. In questi casi l’organico Covid è indispensabile».
I dirigenti scolastici sono da sempre i più decisi assertori delle vaccinazioni. «Dobbiamo fare di tutto – sosteneva prevedendo quello che sarebbe successo dopo qualche ora Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale Presidi – per eliminare la didattica a distanza. Se per farlo è necessario vaccinarci tutti, allora ci dobbiamo vaccinare. Vedo con favore alla possibilità che, qualora non ci si arrivi in tempi molto rapidi, allora si possa prendere in considerazione una misura di obbligo».
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