Permessi, sicurezza formazione e premio Casalgrande Padana e sindacati all’accordo
Dopo la mobilitazione senza precedenti vince il dialogo «Sì a un modello di relazioni fondato sulla condivisione»
CASALGRANDE. Miglioramenti su permessi, sicurezza, formazione e un riconoscimento economico. Sono le basi dell’ipotesi di accordo sul rinnovo del contratto integrativo aziendale della ceramica Casalgrande Padana siglate nella serata di mercoledì 4 agosto dai rappresentanti della proprietà e dalla controparte, la delegazione sindacale interna della Rsu e dai delegati delle sigle di categoria di Cgil e Cisl, Filctem e Femca.
Un’intesa che arriva dopo settimane di tensione, segnate dall’interruzione delle trattative sull’integrativo avvenute fra il 22 luglio e dal successivo sciopero con presidio organizzato il 28 luglio davanti all’ingresso di uno dei magazzini principali della ceramica, lungo la Pedemontana all’altezza di Dinazzano.
I sindacati avevano poi annunciato la volontà di proseguire con gli scioperi, aggiungendo altre otto ore alle prime otto del 28 luglio. La diplomazia non ha però mai spesso di lavorare, con maggior discrezione; sia i vertici aziendali che i delegati dei lavoratori hanno continuato a operare per arrivare ad una soluzione che accontentasse tutti i protagonisti sia dal punto di vista economico e normativo. E così è stato.
Mercoledì sera, dopo un’intera giornata di discussioni e confronti, è stata siglata l’intesa per il rinnovo del contratto integrativo aziendale per il triennio 2021-2023, con tutte le integrazioni e le migliorie rispetto al contratto nazionale del comparto ceramico. Il precedente integrativo era scaduto nel 2020 ed era rimasto valido in attesa della revisione.
Tutto fatto? Per il nero su bianco definitivo manca ancora il confronto con le maestranze, i sindacati dovranno sottoporre la bozza alle lavoratrici e ai lavoratori della ceramica, e sarà il loro voto a decidere ufficialmente la sottoscrizione o meno dei dipendenti. Visti gli sforzi reciproci e la volontà di trovare un’intesa, quest’ultimo passaggio non dovrebbe presentare particolari asperità.
«Nell’accordo viene rafforzato il modello di relazioni industriali fondato sul confronto e sulla condivisione tra azienda, Rsu ed organizzazioni sindacali», sostengono Filctem Cgil e Femca Cisl, che parlano di «un contratto di qualità». Nel concreto, vi saranno «miglioramenti normativi su part-time, permessi aggiuntivi in casi di particolare gravità, ricambio generazionale, ambiente e sicurezza, formazione ed inquadramento». Dal punto di vista economico, si è arrivati a definire un premio di risultato a crescere che garantirà, in caso di raggiungimento degli obiettivi di produttività e redditività, un importo massimo di 2.240 euro per ciascun dipendente per il primo anno, 2.500 euro per il secondo anno e 2.740 euro per il terzo anno.
Adriano Arati
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