Dolore e rabbia per Rabbito, disposta l'autopsia
Per l’operaio schiacciato da un mezzo nel cantiere Tibre l'amarezza e le lacrime di tanti amici e parenti
Miriam Figliuolo
REGGIO EMILIA. Incredulità, dolore e vicinanza alla famiglia di Salvatore Rabbito. Crescono sempre di più in queste ore, in seguito alla morte sul lavoro dell’operaio di 53 anni, schiacciato da una ruspa in retromarcia contro una macchina asfaltatrice, nel cantiere Tibre, al chilometro 1 dell’A15 a Parma.
La salma dell’operaio si trova ancora all’ospedale Maggiore di Parma. In queste ore potrebbe essere effettuata l’autopsia. Il magistrato che si occupa delle indagini, infatti, ha affidato ieri l’incarico.
A fare da cassa di risonanza ai sentimenti e alla rabbia per una morte assurda, ancora una volta sul luogo di lavoro, sono i social che danno spazio ai commenti di tanti amici e conoscenti. Persone comuni, ma non solo. Tra i tanti ci sono pure i primi cittadini di San Martino in Rio, Paolo Fuccio, e di Rubiera, Emanuele Cavallaro, che conosceva bene Rabbito. I loro figli giocano a calcio insieme.
La passione per questo sport del resto, il figlio 12enne dell’operaio, Emanuele, l’aveva acquisita dal padre, grande tifoso del Modena. In lutto per questo anche il mondo dello sport. Tutti ora, compresi i colleghi e i dirigenti della Frantoio Fondovalle di Marano (Modena), per la quale Rabbito lavorava, si stringono alla moglie Rosanna Russo e a Emanuele.
Rabbito e la Russo si erano stabiliti a San Martino in Rio nel 2004. Prima, per diversi anni, Rabbito, originario di Partanna (Trapani), aveva vissuto a Modena, nel quartiere Crocetta.
Anche a San Martino in Rio il suo carattere solare e buono, la dedizione alla famiglia e al lavoro, avevano fatto breccia in molti. Per lui e la moglie la nascita di Emanuele era stata la realizzazione di un sogno a lungo desiderato.
«Senza parole... Salvatore un uomo fantastico! Condoglianze alla famiglia», «un uomo solare, pieno di gentilezza verso tutti e un padre premuroso e attento»: sono solo alcuni dei commenti lasciati sui post che parlano della tragedia. A San Martino in Rio lo descrivono come «una persona d’oro», «stravedeva per quel figlio tanto desiderato», «era un angelo, mi mancherà tanto». «Gran lavoratore e sempre presente in famiglia – scrive anche il sindaco Fuccio –; Il suo saluto era sempre accompagnato da un sorriso per tutti. Un abbraccio forte alla moglie Rosanna e al figlio Emanuele».
«Gli incidenti sul lavoro a volte sembrano numeri – scrive Cavallaro – Questo caso, per me, è diverso. Salvatore Rabbito lo conoscevo bene».
Questa ennesima tragedia sul lavoro provoca nuovo dolore e rabbia: per evitare tutto questo, si chiede anche il sindaco di Rubiera, «stiamo davvero facendo tutto il possibile?».
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