Il Comune affida a Unimore un’analisi sociale
REGGIO EMILIA. Il delicato progetto di riqualificazione della zona stazione di Reggio Emilia sarà supportato anche da una ricerca scientifica curata dall'università. Lo si apprende da una determina del servizio partecipazione del Comune, datata 3 agosto, che assegna all'ateneo l'incarico di realizzare l'analisi a fronte di un corrispettivo di 17.680 euro. In particolare lo studio, diretto da Fabrizio Montanari, docente Unimore del dipartimento di Comunicazione ed Economia, si svolgerà tra il mese di agosto e il prossimo dicembre, attraverso «interviste, osservazione e focus-group», per un coinvolgimento ottimale degli «stakeholder» attivi nel quartiere, già mappati in una precedente ricerca. «La zona stazione della città di Reggio Emilia – si legge nell'atto del comune – è da tempo protagonista di una serie di interventi di rigenerazione urbana per interrompere il processo di degrado sociale e abitativo in corso da almeno due decenni». L’area, viene ricordato, «si contraddistingue infatti per la presenza di fattori critici da diversi punti di vista: una tendenza all'impoverimento del proprio ruolo economico, il degrado degli edifici e degli spazi pubblici, un'alta presenza di diverse tipologie di residenti e di fruitori della zona e un'alta concentrazione di diverse nazionalità sia nella residenza che nella gestione di servizi e attività commerciali». Insomma, «una generale situazione che tende a marginalità sociale e esclusione e con una limitata partecipazione dei residenti alle dinamiche sociali, culturali ed economiche all'interno e all'esterno del quartiere».
Per mettere un freno a queste dinamiche la giunta del sindaco Luca Vecchi ha varato il cosiddetto piano «r60», che di recente ha ottenuto un finanziamento complessivo di 20,3 milioni, per i progetti candidati lo scorso marzo a due bandi pubblici della Regione e del ministero delle Infrastrutture. Le risorse disponibili - unite a quelle di altri enti pubblici e di privati - sono così salite a quasi 42 milioni (sui circa 74 necessari) e permettono di dare copertura a 11 dei 17 interventi previsti. Tra le operazioni di maggior rilievo quella a maggior impatto sociale riguarda il progetto sul cosiddetto comparto «902» (tra via Turri e via Paradisi), dove verranno realizzati 109 alloggi residenziali pubblici e 38 privati convenzionati (147 appartamenti in totale), attraverso la riqualificazione delle palazzine esistenti, ma anche la demolizione e ricostruzione ex novo di un edificio. Sono quindi 200 i residenti che dovranno lasciare le loro case, con cui il Comune ha avviato nei mesi scorsi un’interlocuzione per offrire un'adeguata alternativa abitativa. Nel «902» si prevedono inoltre due nuove palestre, il deposito esterno dei libri delle biblioteche e uno spazio specifico per la creatività giovanile con tecnologie digitali.
La seconda opera finanziata, a forte valenza anche simbolica, è poi il sovrappasso ferroviario ciclopedonale che, scavalcando la ferrovia, connetterà fisicamente la sponda sud del quartiere alle ex Reggiane, dove è previsto il terzo intervento. Cioè la riqualificazione del capannone 17/2 soprannominato «la cattedrale» e di parte del capannone 15/c, che insieme ospiteranno i corsi di laurea di Unimore incentrati sul digitale: di fatto il quarto polo dell'ateneo in città.
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