Gazzetta di Reggio

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Il focolaio nella Nazionale francese fa tremare Reggio Emilia. Timori per quegli incontri in municipio

Leonardo Grilli
Da sinistra Mauro Rozzi (Fondazione per lo Sport) riceve in municipio i francesi Pierre Trochet, Anais Lafuente ed Emmanuel Maguet
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Da sinistra Mauro Rozzi (Fondazione per lo Sport) riceve in municipio i francesi Pierre Trochet, Anais Lafuente ed Emmanuel Maguet

Almeno nove i contagiati fra i giocatori e lo staff transalpino. Prima dei tamponi di sabato incontri istituzionali e visite per la città

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REGGIO EMILIA. Diversi contagiati fra i membri dello staff e i giocatori, l’intero team in quarantena e una serie di fitti e frenetici accertamenti in corso.

La notizia del focolaio Covid all’interno della nazionale francese di football americano è deflagrata come una bomba ieri mattina e in queste ore sta tenendo in apprensione anche moltissimi reggiani. Perché il team transalpino aveva scelto proprio Reggio Emilia come città dove svolgere il proprio ritiro prima della semifinale degli Europei contro gli Azzurri, in programma ieri sera a Piacenza e necessariamente cancellata.

Visite e allenamenti durati parecchi giorni e che erano stati festeggiati dalle istituzioni reggiane con incontri ufficiali, scambi di maglie e caschi con la squadra locale, gli Hogs, e momenti ufficiali in Sala del Tricolore.

A dare notizia del diffondersi del Coronavirus fra i francesi – sarebbero almeno nove i giocatori e membri dello staff attualmente positivi – è stata la stessa Fffa (Fédération française de football américain) con un comunicato stampa ufficiale.

«Nell’ambito del regolare monitoraggio previsto dal protocollo sanitario – ha fatto sapere ieri mattina la dirigenza della Federazione – tutti i giocatori della squadra francese e lo staff sono stati sottoposti a test di screening prima della partita valida per la semifinale del campionato Europa Ifaf 2020. Nonostante il protocollo richiesto ai giocatori prima del ritiro (tamponi negativi e isolamento) e le rigide condizioni imposte durante questi giorni, i risultati hanno mostrato casi positivi per diversi membri della delegazione».

Dunque, in conformità con le regole del ministero dello Sport francese, l’equipe medica ha informato la Federazione italiana di football americano (Ifaf) e quella internazionale (Fidaf) «dell’impossibilità per la squadra francese di adempiere a questi obblighi sportivi». La partita in programma ieri a Piacenza è quindi stata annullata mentre tutto to lo staff d’oltralpe, i giocatori e il Governo francese sono al lavoro per organizzare il rientro della delegazione nelle migliori condizioni possibili».

Se, fortunatamente, al momento nessuno dei contagiati francesi sembra essere in gravi condizioni, il diffondersi della notizia del focolaio sta destando non pochi timori a Reggio Emilia. Soprattutto fra coloro i quali – e sono tanti, tra cui i giocatori della Reggiana, costretta ad annullare l’amichevole col Brescia (nella pagina accanto il servizio) – sono stati a contatto ravvicinato con giocatori e dirigenti della Nazionale transalpina.

Durante i momenti ufficiali i distanziamenti, l’utilizzo delle mascherine e le norme igienico-sanitarie sono state osservate con scrupolosità ma, ormai è cosa accertata, la contagiosità di questo nuovo Covid è elevatissima. E talvolta è sufficiente un momento di disattenzione. Per non parlare poi dei momenti conviviali, dei pranzi e delle cene e ovviamente degli allenamenti, disputati ovviamente senza dispositivi di protezione. Per preparare l’importante match la Francia aveva scelto i campi di via Agosti, sede degli allenamenti degli Hogs Reggio Emilia, ma non è mancata una visita ai luoghi più importanti della città, compreso un saluto istituzionale in Sala del Tricolore.

Qui una delegazione era stata ricevuta da Mauro Rozzi, presidente della Fondazione per lo sport del Comune, nella mattinata di mercoledì scorso: appena tre giorni prima dei tamponi positivi riscontrati dalla Nazionale francese. In municipio erano presenti, fra gli altri, Emmanuel Maguet, team manager della squadra d’Oltralpe, in compagnia di Pierre Trochet, responsabile tecnico della federazione transalpina, e Anais Lafuente, membro del Comitato etico e dello sport e responsabile del polo sportivo e societario della Fffa. Con loro anche Davide Ruozzi, presidente degli Hogs, accompagnato da alcuni atleti della società fra scambi di caschi e di maglie e foto di gruppo.

Ma cosa prevede in questi casi il protocollo sanitario dell’Ausl? Se i francesi avessero effettuato dei tamponi reperibili normalmente “collegati” con il sistema sanitario nazionale (come quelli a pagamento in farmacia) la positività sarebbe stata comunicata immediatamente all’azienda sanitaria e sarebbe partito subito l’isolamento forzato e il tracciamento. Ma il team sembra aver optato per dei test privati e, in questo caso, i contagi devono essere comunicati manualmente dai diretti interessati.

Del focolaio è comunque stata informata l’Ausl, che ora si sta muovendo per disporre eventuali quarantene preventive e tamponi per i contatti considerati a rischio.

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