I monopattini elettrici? «Più che una soluzione sono un problema»
Marco Franzoni, presidente dell’Automobile club reggiano: «Non eliminano l’inquinamento e sono pericolosi»
REGGIO EMILIA. «I monopattini elettrici non si possono ritenere una soluzione alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica e ancor meno al traffico veicolare. Chi utilizza il monopattino in città per brevi tragitti non contribuisce a diminuire il traffico delle auto, evita di andare a piedi o di usare la bicicletta, vere soluzioni ad impatto zero». A dirlo è l’ingegnere Marco Franzoni, presidente dell’Automobile club Reggio Emilia, proprio nei giorni in cui stiamo assistendo a una vera propria invasione di monopattini elettrici gialli e neri, i primi sbarcati in città, accolti da molti come una panacea.
«Sostenere che siano una risposta all’inquinamento – prosegue Franzoni – non è accettabile se si considera anche che la produzione di energia utilizzata dai monopattini non proviene completamente da fonti rinnovabili e l’impatto ambientale del mezzo dipende in realtà da come e con quali materiali è stato prodotto, per non parlare poi dello smaltimento delle batterie di cui si parla ancora poco».
Anche sul fronte sicurezza, Franzoni ha molto da dire: «A differenza delle biciclette che possono circolare in piste ciclabili dedicate che collegano la città alla periferia, per cui si è tanto investito nella nostra città, i monopattini diventano un pericolo. Viaggiano a zig zag tra la gente, contromano, sfrecciano sui marciapiedi, ci salgono in due, anche minorenni senza indossare il casco e di sera senza giubbotto riflettente. Invece di risolvere problemi ne diventano causa, soprattutto per i pedoni che devono fare i conti anche con il parcheggio selvaggio».
Per non parlare delle modalità di parcheggio: «Da quando è stato promosso il servizio di sharing i monopattini li vediamo abbandonati in ogni luogo, sul ciglio della strada, in mezzo ad un marciapiede o davanti a porte di ingresso di casa o negozi, intralcio per i pedoni e immagine di incuria e degrado per la città».
Prevale - secondo Franzoni - la mancanza di consapevolezza delle basilari norme di prudenza, sicurezza e comportamento responsabile. «Le proposte presentate da Aci in Commissione Trasporti – conclude il presidente – prevedono l’istituzione di appositi corsi nelle scuole, sia alle superiori che all'università, e nelle scuole guida (dove servirebbe un modulo dedicato) con il rilascio di un patentino». Ma Franzoni chiede anche «l’omologazione obbligatoria per chi costruisce monopattini, una targa che possa identificare il mezzo, l'uso obbligatorio del casco e dell'assicurazione per i monopattini da oltre 350 watt di potenza e capaci di spingersi oltre i 25 km/h, ma sarebbe da estendere a tutti».
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