Il Comune cede il Pug a Rio Saliceto Si infiamma la campagna elettorale
All’attacco la minoranza di sinistra che ricandida Lusetti «Fuccio e il Pd temono le urne scelta tutta politica e grave danno ai cittadini»
SAN MARTINO IN RIO. La decisione di trasferire da San Martino in Rio a Rio Saliceto il Comune capofila per la stesura del nuovo Piano urbanistico generale (Pug) che coinvolge anche i Comuni di Campagnola, Rolo e Fabbrico, ha creato malumore nella lista di minoranza “Progetto San Martino” (condiviso da Partito socialista italiano, Rifondazione comunista, Europa verde-Verdi, Movimento 5 stelle, Sinistra italiana e iscritti ad Articolo uno di San Martino in Rio) che ha votato contro a tale provvedimento.
Un scelta, quella di cambiare il Comune capofila, sostenuta dall’attuale maggioranza Pd e pure avallata dal gruppo di minoranza Alleanza Civica (centrodestra).
Si infiamma, quindi, il dibattito politico sammartinese quando ormai manca poco alle prossime elezioni amministrative, che si terranno – questa la data ufficiale – nel weekend del 3 e 4 ottobre. La campagna elettorale dunque è già aperta.
Stando alle indiscrezioni, dovrebbero essere tre le liste in lizza: quella della maggioranza uscente che ricandiderà Paolo Fuccio, quella di centrodestra (riunita nel gruppo “Alleanza Civica per San Martino” che attualmente ha tre consiglieri) e Progetto San Martino, che unisce forze di sinistra e M5s, e che candiderà come sindaco il consigliere uscente Fabio Lusetti.
«La giunta di San Martino in Rio – sostengono i portavoce di “Progetto San Martino” – nel corso dell’ultimo consiglio comunale, ha certificato cinque anni di incapacità e fallimenti della maggioranza Pd, che ha abdicato agli impegni precedentemente assunti. Noi di “Progetto San Martino” siamo convinti che lo spostamento del comune capofila a Rio Saliceto per quel che riguarda il Pug sia una scelta scellerata e abbiamo il coraggio di sostenerlo pubblicamente».
«Da quando – prosegue la nota – nel 2018, San Martino è diventato Comune capofila del Pug, dobbiamo prendere atto che sono trascorsi quasi 4 anni di inerzia totale: nessuna raccolta dati, niente raccolta pareri, zero incontri pubblici. Nulla è stato fatto e nulla è stato comunicato ai cittadini che sono, quindi, totalmente all’oscuro di tutto. Fino ad arrivare all’incredibile decisione di trasferire la competenza a un altro Comune, con la scusa che “è colpa del Covid”, una vera e propria presa in giro dei nostri concittadini».
«Ovviamente – concludono i portavoce – “Progetto San Martino” non può non interrogarsi sul perché sia stato ceduto ad altro Comune il ruolo di capofila. Delle due l’una, o forte timore di perdere alle amministrative, oppure pessima considerazione dei dipendenti comunali. Noi siamo certi che le capacità tecniche e le competenze dei dipendenti comunali di San Martino in Rio siano in grado di esprimere e di realizzare un piano urbanistico senza cederne la conduzione fuori comune. Appare quindi ovvio e scontato che il percorso intrapreso sia esclusivamente di natura politica, con grave danno per i cittadini sammartinesi».
Alessandro Cagossi
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