Le Perseidi sono meteore che entrano nella nostra orbita
REGGIO EMILIA. Quelle che vengono definite le stelle cadenti di San Lorenzo, le Perseidi, sono fondamentalmente meteore che si formano quando la Terra, nel suo movimento orbitale, entra nell’orbita di una cometa e intercetta i detriti che la cometa stessa ha lasciato lungo il suo cammino.
Quando entrano in contatto con l’atmosfera, questi detriti bruciano, si consumano e formano quindi le scie luminose che noi chiamiamo stelle cadenti. I detriti solitamente si consumano completamente al contatto con l’atmosfera e nella discesa verso il suolo, senza diventare meteoriti in grado di cadere integri sul suolo terrestre. L’ultimo fenomeno registrato – soprattutto grazie all’onda d’urto – si è verificato nel 2015 in Siberia. Sempre nell’enorme regione russa è probabilmente atterrato l’ultimo meteorite “intero”, il 30 giugno 1908 nel cosiddetto “Evento di Tunguska”.
Sono chiamate comunemente Perseidi, dalla costellazione di Perseo. Il loro radiante, il punto da dove sembrano partire tutte le scie di questo sciame meteorico, è all’interno della costellazione di Perseo. Altri sciami molto presenti e visibili sono le Leonidi e le Geminidi, che prendono il nome da altre costellazioni. Storicamente, le stelle vengono abbinate al 10 agosto, in quella che in Italia è chiamata la notte di San Lorenzo per la coincidenza con il giorno dedicato a uno dei sette diaconi di Roma, martirizzato nel 258. La data è ormai però poco indicativa, la formazione delle Perseidi avviene questo periodo dell’anno, il momento di massima visibilità è però spostato in avanti rispetto al 10 agosto di oltre trenta ore, alla notte fra l’11 e il 12 agosto. Un fenomeno molto più ampio di quello che sembra: anche i segni zodiacali oggi sarebbero sfalsati se si guardasse la posizione del sole e non si usassero le date convenzionali. San Lorenzo non sarebbe quindi l’unico giorno dell’anno adatto all’osservazione, anche se la tradizione l’ha trasformato nel momento cruciale. Ogni cometa ha una sua orbita attorno al sole e il passaggio della Terra avviene sempre nello stesso periodo dell’anno, e ci sono tante comete che si incrociano con il pianeta. Attorno al 10 agosto, l’incrocio è con l’orbita della cometa 109P/Swift-Tuttle. Il suo ultimo passaggio al perielio, il punto di minima distanza con la Terra, è avvenuto nel 1992, il prossimo avverrà nel 2126. Le lacrime di San Lorenzo cantate anche da Giovanni Pascoli non sono quindi un fenomeno unico, ma sono fra i più suggestivi e fra i più antichi, già i cinesi parlavano di queste precipitazioni nei giorni di agosto, l’incrocio fra la Terra e la cometa è sempre in quel periodo ed è studiato da millenni.
Adr.Ar.
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