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Scuola e sanità 

Ugl regionale «Il governo assuma dei precari»

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REGGIO EMILIA. Da un lato il problema della carenza di personale nella scuola e nella sanità. Dall’altro la richiesta al governo della Quorta 41 per la riforma delle pensioni. Sono due emergenze affrontate da Tullia Bevilacqua, segretario regionale dell’Ugl Emilia Romagna. «Sia nella scuola che nella sanità – annota Bevilacqua – ricorre un annoso problema: a fronte della mancata sostituzione del personale che ha maturato i diritti pensionistici, non si procede ad un'equivalente stabilizzazione dei precari. Posto che il tema dei lavoratori tirocinanti in generale, oltre a quelli storici della sanità, riguarda anche altri settori, dalle autonomie locali agli apparati di giustizia, solo per citare due ambiti. E tocca all’esecutivo farsi carico di risolvere il problema con urgenza». «Come sindacato Ugl – prosegue Bevilacqua – abbiamo poi proposto al governo il progetto “Quota 41”, perché riteniamo che dopo 41 anni di versamenti di contributi ogni lavoratore e lavoratrice abbia il giusto diritto di andare in pensione e di godersi quello che non è privilegio, bensì, appunto: un suo preciso diritto. Inoltre, riteniamo fondamentale che per le donne che hanno cominciato a lavorare tardi, con più di 20 anni di contributi versati ed il raggiungimento di un'età avanzata, si valuti il limite di 65 anni per l'accesso ai requisiti pensionistici, senza dover far ricorso al regime delle quote e tenendo conto del fatto che alle stesse donne è demandato in ambito familiare un carico di lavoro difficilmente quantificabile o sopportabile dagli uomini».

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