«Umile e sorridente Greg è straordinario»
Razzini racconta la giornata reggiana dell’olimpionico «Disponibile con tutti, non si atteggia mai a fenomeno»
Riccardo Bellelli
reggio emilia. Giornata di divertimento “olimpico” per Alessandro Razzini - indiscusso protagonista dei campetti reggiani - che ha avuto la visita graditissima del plurimedagliato nuotatore Gregorio Paltrinieri, che di ritorno da Tokyo si è dedicato a uno sport che ama anche se non è quello che lo ha reso famoso in tutto il mondo. Tutto è nato da una telefonata tra amici comuni.
«Gregorio è a Carpi per qualche giorno dopo le fatiche di Tokyo e ha pensato di venire al Noce per giocare un po’ a basket con me e così sono tornato di corsa dal mare in anticipo, per incontrarlo e divertirci insieme» racconta “Pistu” Razzini.
Come vi siete conosciuti?
«Due anni fa a Cervia a un torneo di beneficenza di basket 3 contro 3 organizzato da Gigi Datome. Una squadra era formata da Datome, Tamberi e Paltrinieri. Tra una gara e l’altra mi sono messo a tirare e lui mi ha notato. Gli ho insegnato qualche movimento, abbiamo fatto due chiacchiere e siamo diventati buoni amici. Lui è una persona davvero stupenda e abbiamo in comune la passione per la palla a spicchi».
Vi eravate rivisti?
«Sì, a una partita casalinga della Pallacanestro Reggiana. A fine gara, quando i giocatori sono passati davanti al parterre per salutare, hanno riconosciuto più me che lui e scherzosamente si è offeso dicendo che non andava bene».
Come è stata la giornata di ieri al campetto?
«Bella, ci siamo divertiti: appena sono arrivato mi è venuto ad abbracciare e gli ho fatto i complimenti per le sue prestazioni. Abbiamo giocato in squadra assieme un 4 contro 4 e la cosa bella è che la prima partita l’abbiamo vinta su un mio tiro preso grazie a un suo blocco sul mio difensore».
Paltrinieri è subito entrato nello spirito giusto?
«Assolutamente sì: lui non ha atteggiamenti da fenomeno nonostante i tanti successi. È stato disponibilissimo con tutti. A un certo punto, mentre stavamo andando a riposarci perché eravamo distrutti dalla calura, alcuni tifosi lo hanno fermato per fare delle foto e lui, anche se stanchissimo, ha sorriso e le ha fatte con tutti. Solo dopo è venuto a sedersi sulla panchina all’ombra. Sono rimasti tutti impressionati dal suo comportamento: una persona semplice e straordinaria. Sono orgoglioso di conoscerlo».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
