«C’è l’ok alle vacanze con Leo ma in Turchia senza preavviso»
Ilaria ringrazia per l’aiuto C’è l’ennesima beffa «Non ho i soldi e non posso permettermi di perdere il lavoro per stare un mese laggiù»
novellara. «Ringrazio la sindaca Elena Carletti, perché è stata lei a fare la richiesta. E ringrazio il presidente».
Ilaria Sassone ha parole di gratitudine per l’aiuto che arriva dalla Fondazione vittime di reati. Perché il contributo è prezioso per chi come lei sta combattendo da oltre un anno una difficilissima battaglia legale contro l’ex compagno che ha rapito il figlio di 5 anni per portarlo in Turchia, non appena il tribunale aveva deciso che l’affidamento sarebbe toccato alla donna. E mentre in Italia l’uomo è accusato di sottrazione di minore, in Turchia è la giustizia locale che deve stabilire dove deve stare il bambino, benché cittadino italiano arrivato in Turchia illegalmente. «L’ultima beffa è arrivata in questi giorni, quando un giorno per l’altro il tribunale ha dato l’ok alle vacanza di Leo con me, ma in Turchia, fino al 15 settembre» racconta Ilaria. Prima aveva incassato un no a farlo arrivare in Italia. «Ma io ho due lavori che devo cercare di mantenere, non ho i soldi per stare un mese in giro per la Turchia» confida. È costosa questa battaglia legale, ci sono stati già viaggi precedenti in Turchia per stare con il bambino e ogni documento e traduzione è un salasso. Dice che andrà in Turchia per l’udienza del 17 settembre e i giorni precedenti li userà per stare con il bambino, che nel frattempo è costretto praticamente a non avere rapporti con la madre. Una situazione difficile, che non sembra trovare l’appoggio del governo italiano nonostante i ripetuti solleciti, le lettere inviate a tutti i livelli istituzionali, anche dell’Unione Europea.
Elisa Pederzoli
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