Una serata di letture e musica dedicata all’intellettuale Nobili
Vetto. In piazza Caduti di Legoreccio, oggi alle 21, verrà presentato “Sulle tracce di Rocco Nobili. Un intellettuale dell’Appennino”, il libro scritto dal pronipote Alberto Nobili (Ed. Antiche Porte, 320 pagine, 20 euro).
Rocco fu un intellettuale che, da Vetto, girò in lungo e in largo l’Italia dei primi decenni postunitari e il libro ne ripercorre la vita, le opere, gli scritti. All’incontro, condotto da Gabriele Arlotti, l’autore interverrà in video conferenza da Pechino dove lavora, per raccontare come è nata l’idea di dedicare questa preziosa ricerca al suo antenato. L’evento prevede quindi uno straordinario momento con interventi di Roberto Macellari, etruscologo e con traiettorie che partono da citazioni legate alla produzione poetica/letteraria del Nobili per trasformarsi in musica del suo tempo combinandosi anche in recitazioni di frammenti tratti dai suoi testi poetici con sonorità contemporanee, una parte a cura di Clementina Santi, del duo canto e piano Teresa Camellini (soprano) e Antonella Fanfoni (pianista) nonché di Massimiliano Nobili, voce recitante e fratello di Alberto. Una serata di conversazione e musica per discutere della figura poliedrica di Rocco Nobili per come ci viene proposta nell’opera di Alberto: un libro che è frutto di una lunga e meticolosa ricerca fatta negli archivi di famiglia, in varie biblioteche italiane e che è stata resa possibile grazie all’aiuto di alcuni storici e ricercatori che operano nei luoghi in cui risiedette Nobili.
Rocco Nobili, il “professore di Ca’ Ricci” come veniva rispettosamente chiamato dai suoi compaesani, nacque a Vetto nel 1839 e lì si spense nel febbraio del 1918.
Fu un’intellettuale e patriota reggiano impegnato in svariati ambiti politico-culturali tra cui la poesia, le lettere, lo studio della preistoria e delle scienze naturali. Durante la presentazione del libro, cultura, storia e sonorità del tempo si incontreranno per rendere omaggio ed esaltare l’impegno multidisciplinare che contraddistinse l’opera e la figura del Nobili. Un personaggio molto conosciuto a Vetto e che godette di ampia stima nelle molte città italiane in cui visse.
In ambito locale, tra i temi che sostenne e le iniziative che lo videro protagonista, si annoverano la diga di Vetto che lui sosteneva, lo sviluppo infrastrutturale della Val d’Enza, la tratta ferroviaria transappenninica da Reggio a Lucca, una biblioteca per il paese, una scuola tecnica per Castelnovo, ricerche e scavi archeologici nel medio Appennino reggiano.
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