Lavoro temporaneo in Emilia La logistica spinge le richieste
Nei primi sette mesi sono stati 3.500 l contratti stipulati in Regione attraverso la piattaforma creata da Jobby
REGGIO EMILIA. Nei primi sette mesi del 2021 sono state oltre 3.500 le prestazioni lavorative gestite in Emilia Romagna da Jobby, la prima e unica piattaforma completamente digitale di lavoro temporaneo presente in Italia, che permette alle aziende di trovare, ingaggiare e gestire personale in modalità “chiavi in mano”. Si tratta di una crescita del 60% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
L’80% dei jobs veicolati dalla piattaforma proviene dal mondo della logistica e delle consegne, la cui importanza strategica è stata messa in risalto dalla crisi legata al Covid-19. Una categoria che si pone in netto distacco rispetto a tutte le altre: i servizi più specializzati hanno registrato il 10% di richieste soprattutto nel settore tech, con installazioni e setup di device, e in quello del Fai-da-te, con attività di manutenzione domestica; il mondo food, retail and hospitality ha registrato, solo relativamente agli ultimi due mesi, il 10% delle richieste: è un dato esemplificativo della ripresa del comparto, che dopo un periodo di restrizioni legate alla pandemia, si sta gradualmente riprendendo.
Solo in Emilia Romagna, sono state 20mila le ore lavorate, per un totale di 150mila euro di compensi erogati.
La startup Jobby, nata dall’intuizione del suo fondatore Andrea Goggi, promuove e valorizza il match tra domanda e offerta nell’ambito del lavoro flessibile utilizzando la tecnologia come elemento di accelerazione. La piattaforma si basa su un algoritmo proprietario che identifica il miglior abbinamento tra aziende e lavoratori, aiutando contemporaneamente le prime a ridurre tempi e costi per il reclutamento e i secondi a trovare le giuste opportunità di lavoro. Il tutto avviene con un’attenzione particolare a qualità, tutela e merito.
La fotografia del lavoro temporaneo scattata da Jobby in Emilia Romagna trova un’ulteriore conferma del suo trend positivo nei dati registrati su scala nazionale. Fino ad oggi, infatti, la piattaforma ha registrato in Italia: piu di 24 mila prestazioni di lavoro svolte attraverso la piattaforma; oltre 124mila ore lavorate, con la previsione di arrivare a circa 300mila entro il 2021; circa 1 milione di euro di compensi dei workers transitati per la app, con una proiezione che punta a chiudere l’anno con oltre 2 milioni di euro. Si stima un giro di affari di oltre 3 milioni di euro (+100% rispetto agli 1.5 milioni di euro del 2020).
«La forte crescita del lavoro temporaneo registrata dalla nostra piattaforma conferma la bontà del nostro modello di business - ha commentato Andrea Goggi, ad di Jobby – La pandemia da Covid-19 ha messo in crisi il modello tradizionale del lavoro in Italia e, come Jobby, ci siamo ritrovati nelle condizioni di rispondere alla richiesta di un lavoro sempre più flessibile e agile, ma anche regolare e tutelato».
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