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CASTELNOVO MONTI, L’AFFONDO 

«Per la viabilità in montagna solo prebende e spiccioli»

«Per la viabilità in montagna solo prebende e spiccioli»

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Castelnovo Monti. Dopo il resoconto dell’incontro dei giorni scorsi sulla situazione della statale 63, e le iniziative partite da Fivizzano per provare a rilanciare il dibattito sul percorso più rapido tra Reggio e il mare, con un possibile traforo sotto al passo del Cerreto, sul tema della viabilità in montagna interviene la capogruppo di Castelnovo ne’ Cuori e consigliera comunale, Nadia Vassallo.

«Nessuno parla più della sconfitta elettorale di Stefano Bonaccini in tutti i comuni della montagna dell’Emilia-Romagna. Sono passati nel dimenticatoio i mea culpa del mese successivo assieme alla promessa di adottare una nuova e diversa sensibilità verso la montagna – dice –. I territori appenninici sono tornati splendidamente morenti per mancanza di popolazione. Non occorre aver fatto scuole alte per capire che la vita e la gente le si riportano in montagna solo se la viabilità consente di dimezzare tempi e difficoltà di percorrenza con la pianura: solo così è possibile pensare a un nuovo sviluppo compatibile, con insediamenti lavorativi, abitativi e turistici. Eppure nel mondo a portata di mano del 2021 non esistono neanche le intenzioni per progettare una nuova rete stradale, ma solo il pronunciamento di migliorare quella esistente, lasciando che il traffico veicolare a motore circoli ancora su percorsi pensati per i carri trainati a metà del 1800». Prosegue la Vassallo: «Si osservi l’asse montano della statale 63: più di un tornante non è affrontabile in entrambe le corsie di marcia quando si presenta un veicolo pesante come Tir o bus, non esiste alcun tratto consentito o possibile per effettuare sorpassi, l’imbuto di Rivalta crea forti rallentamenti nei momenti di intenso traffico dei pendolari. L’attenzione della politica si rivolge altrove. Ricordiamo ancora la vivida protesta e l’indignazione del presidente Bonaccini nel promuovere nuovi tracciati stradali nella bassa padana al poco sensibile governo giallo-verde. Mentre per la montagna l’impegno si limita a ripetute prebende di qualche spicciolo che non bastano neanche alla manutenzione e al ripristino dell’esistente. A cui va aggiunto il silenzio sulla pericolosissima rotonda del Bocco, costruita in spregio al decreto ministeriale del 19 aprile 2006 che esclude la realizzazione di intersezioni stradali nelle zone di imbocco e di uscita delle gallerie». «Per questi motivi apprezziamo il miraggio della Reggio-Mare di Fivizzano, un’idea utopica ancor prima di un progetto, ma che dovrebbe scuotere la volontà debole dei politici, anch’essa morente come la montagna in cui vivono» conclude.

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